De Chirico torna a Ferrara

La produzione artistica durante la Grande Guerra

A3 è andata a Palazzo dei Diamanti di Ferrara per la mostra Metafisica ed avanguardie dedicata a Giorgio De Chirico in occasione del centenario del suo arrivo nella città estense. L'idea era quella di fare una mostra degli anni ferraresi di De Chirico, periodo importantissimo per la produzione della sua arte. L'artista arriva nella città nel 1915 e ci rimane fino al 1918, in piena prima Guerra Mondiale. L'ambizione di questa esposizione è quella di pubblicare un catalogo che possa rimanere un punto di riferimento per tutti gli appasisonati di De Chirico, della metaifisica e dell'arte in Italia negli anni Dieci. Le opere delineano in modo preciso il rapporto tra il pittore e Ferrara, all'inizio un po' complesso, considerata la sua provenienza parigina, ma che migliora col tempo, tanto che dopo un mese dal suo arrivo scrive in una lettera:

Qui sono assalito da ispirazioni e rivelazioni.
Giorgio De Chirico

In questa città trova un ambiente favorevole in cui lavorare: trova la trazioni ebraica e un ingente patrimonio artistico e architettonico.
Esplicita bene questo rapporto la prima opera che apre la mostra, I progetti della fanciulla, che delinea bene la pecluliarità della metafisica ferarese rispetto a quella parigina, dove scompaiono i grandi temi della nostaglia e dell'identità di patria. Le composizioni portano all'interno (dentro le abitazioni) e non più all'esterno (colline, staizoni). C'è anche un minuzioso realismo nel descrivere oggetti e protagonisti delle nature morte, come i rocchetti di filo sullo sfondo, una finestra aperta da cui si vede il cielo azzurro e una tavola.

L'arte deve creare sensazioni sconosciute in passato; spogliare l'arte dal comune e dall'accettato... sopprimere completamente l'uomo quale guida o come mezzo per esprimere dei simboli, delle sensazioni, dei pensieri, liberare la pittura una volta per tutte dall'antropomorfismo... vedere ogni cosa, anche l'uomo, nella sua qualità di cosa.
Giorgio De Chirico