L'Accademia dei Lincei celebra Leonardo da Vinci

Gli eventi presso la Villa Farnesina e la Biblioteca Corsiniana

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Leonardo è stato un genio universale, non è stato solo un pittore, scienziato e anatomista all’avanguardia e rappresenta l’unità del sapere in cui non c’è una separazione fra la parte artistica e la parte scientifica. L’Accademia dei Lincei è una delle poche accademie al mondo che ha dentro di sé sia una componente umanistica, di studiosi della letteratura, di critici dell’arte, filologi, di umanisti  e di scienziati nel senso tradizionale, quindi c’è una grande consonanza tra questa ambizione interdisciplinare dell’Accademia dei Lincei nella sua vastità e Leonardo. (Giorgio Parisi)

L’Accademia Nazionale dei Lincei, fondata da Federico Cesi nel 1603, è la più antica accademia scientifica del mondo e annovera tra i suoi primi soci Galileo Galilei. In occasione del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, l’Istituzione partecipa alle celebrazioni con un palinsesto ricco di eventi promuovendo la fruizione dell’eccezionale patrimonio custodito nella Biblioteca Corsiniana e nella Villa Farnesina. Sette le conferenze, quattro le esposizioni, in programma dal mese di ottobre 2019 a gennaio 2020.

Proprio Villa Farnesina ospiterà la mostra Leonardo a Roma. Influenze ed eredità. Curata da Roberto Antonelli e Antonio Forcelllino, l’esposizione  vuole raccontare un periodo poco indagato della vita del genio: la permanenza di Leonardo e dei suoi assistenti nell’Urbe tra il 1513 e il 1517. Il complesso di affreschi che venne realizzato a partire dal 1511 nella dimora suburbana di Agostino Chigi, affidato ad artisti come Baldassarre Peruzzi, Sebastiano del Piombo, Il Sodoma e Raffaello Sanzio e la sua scuola, è il contesto privilegiato che dialogherà con le opere di Leonardo. Nella mostra, integrata da una sezione specifica dedicata alla riproduzione della Bottega di Leonardo, saranno presentati gli esiti dei restauri condotti  sullo Studio di panneggio per una figura inginocchiata, sulla Gioconda nuda della Fondazione Primoli, da ritenere eseguita su un cartone di Leonardo, sulla Gioconda della Galleria Nazionale Barberini Corsini, sul S.Giovanni della Galleria Borghese, oltre che sull’affresco di Alessandro e Roxane del Sodoma.  

Leonardo e i suoi libri. La biblioteca di un genio universale, realizzata dal Museo Galileo, approfondirà uno degli aspetti meno conosciuti del laboratorio leonardesco, l’ultima fase dell’attività intellettuale e artistica di Leonardo, riflessa nei libri da lui posseduti e studiati.  

Leonardo in traduzione: dalla Gioconda di Calamatta all'attività editoriale dei Lincei illustrerà il ruolo svolto dalle incisioni e dalle pubblicazioni su Leonardo nella diffusione dell'opera dell'artista a cavallo tra Ottocento e Novecento, mentre La mostra impossibile riporterà a Roma, nell’Auditorium adiacente Villa Farnesina, l’opera omnia dell’artista in una immersiva ricostruzione digitale dell’intera produzione pittorica di Leonardo.
Ad accompagnare le esposizioni un ciclo di sette conferenze Leonardo da Vinci: 7 parole chiave, ed alcuni convegni, nazionali e internazionali, per approfondire i temi più rappresentativi  e controversi del patrimonio leonardesco come quello dedicato alle attribuzioni e al restauro.

Un approccio multidisciplinare per rendere un omaggio consono "ad una figura che muta continuamente come sul fondo del vetro di un caleidoscopio”. Come dichiara Paolo Galluzzzi, Presidente del Comitato Nazionale Leonardo:  

Nel centenario che si è aperto cerchiamo di leggere tutto quello che abbiamo, quello che ci ha lasciato che è tantissimo e di grandissimo fascino. Cerchiamo di inquadrarlo nel suo tempo, di cavare gli elementi che consentono di definire non solo la sua personalità ma l’evoluzione: dal giovane sprovveduto che si trova nella bottega fiorentina molto influente del Verrocchio, fino all’uomo che muore, secondo la leggenda, nelle mani del re di Francia, che si lamenta della sua perdita non perché era un grande artista, non perché era un grande ingegnere ma perché era un grande filosofo. Questa metamorfosi è vera e se si sta nel contesto si capisce che Leonardo è cambiato durante la sua esistenza ed è quello il fascino da cui dovrebbe nascere l’ammirazione profonda che questo personaggio inimitabile merita.

L’impegno dell’Accademia va oltre l'anno leonardesco e prosegue in un itinerario che abbraccia anche le celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Raffaello nel 2020 e per i settecento anni dalla morte di Dante nel 2021. Una serie di manifestazioni studiate per avvicinarci a tre grandi italiani  ”che hanno illustrato in modo indelebile l’ingegno nazionale e verso i quali la cultura di tutto il mondo ha un debito enorme”.