Matthew Brannon e il mondo fluttuante

    "Cold Shoulders / Foreign Affairs / Seafood Dinners / Pregnant Décor / Power Vacuums / and The Last Gate at the End of a Long Terminal"

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    Matthew Brannon (n. 1971, St. Maries, Idaho), vive e lavora a New York. E’ artista e scrittore, ma è forse ancor più conosciuto per il suo approccio alle tecniche di stampa. Lavora principalmente con la serigrafia e la tipografia, pratiche che invitano alla giustapposizione giocosa di immagini e testo. La sensibilità letteraria, l'arguzia, l'uso giocoso del linguaggio e il fascino per la psicoanalisi sono stati a lungo gli elementi chiave dell'opera di Brannon. Da scultura e pittura a installazione e video: l'artista tratta ogni mezzo espressivo con la massima precisione e con uno straordinario senso del dettaglio. 

    Fino al 3 giugno 2021  nella mostra Cold Shoulders / Foreign Affairs / Seafood Dinners / Power Vacuums / and The Last Gate at the End of a Very Long Terminal, è possibile vedere un nucleo di opere di Mattew Brannon nella galleria Giò Marconi a Milano che riguardano il concetto di viaggio e il trascorrere del tempo realizzati durante il lockdown. Da quando il mondo si è fermato all'inizio del 2020 e le chiusure globali hanno tenuto le persone a casa, l'idea di viaggiare è diventata quasi un'ossessione per l'artista. E' la terza mostra personale di Matthew Brannon con la galleria milanese. 

    Ho realizzato questa mostra durante l'anno surreale che è stato il 2020. Ho immaginato un aereo sospeso a mezz’aria sopra una città in un qualche momento durante il secolo scorso. Leggero come una piuma, pesante come una balena. Ogni opera mostra il sedile di un passeggero invisibile. È il set di una produzione teatrale dopo che lo spettacolo è finito e le telecamere sono spente. È quel momento in cui ti svegli appena prima di ricordarti tutto quello che devi fare. È il centro di un libro che ho scritto molto tempo fa. È uno spazio in cui puoi entrare. Il mondo fluttuante. 
    Matthew Brannon, New York City, marzo 2021 

    Eccolo. In mezzo all'oceano. Sterile come la luna. Giù per miglia sotto l'acqua fredda e pesante. Dove vivono pochi pesci e ci sono meno piante che in un deserto. Solo rocce molto vecchie grandi come montagne. Ci vuole un grande dispiego di forze per spingere l’aereo verso il basso e c’è bisogno di luci come quelle che si usano nei grandi stadi, eppure tutto quello che vedi è nero. Come guidare in un temporale in un incubo nello spazio siderale. E poi è lì. Come un serpente di proporzioni preistoriche. Il cobra più grande del mondo. Capace di divorare persone a bocconi. Scintillante ma morto. Un’enorme prolunga che attraversa i continenti. È il cavo di rete. E tu fai quello che devi. Quello che hai sempre sognato da quando è iniziato. Un modo per salvare il mondo. Un modo per fermare tutta la follia, la distorsione e l'impossibilità. E quando le enormi tenaglie del velivolo iniziano ad incidere l’esterno, è come se sentissi le urla di tutte quelle case piene di tutti quei dispositivi acquistati online e totalmente dipendenti da questo stesso sangue che ora stai interrompendo. Ogni gigantesco taglio nel cavo cancella miliardi di e-mail, messaggi di testo, download, caricamenti e streaming ed evaporano persino e-mail cancellate da tempo. E poi, come il suono di un ghiacciaio che si spezza o di un crack in un bicchiere di vino in una stanza vuota, è finita. E la tensione tira entrambe le estremità del cavo a migliaia di miglia di distanza. Sarà più facile ricostruirne uno che ricollegarle. E tutti avranno bisogno di nuove password. E passerà una generazione prima che funzioni di nuovo.



    Con il suo stile unico, che ricorda le riviste di lifestyle e le pubblicità della metà del XX secolo, Brannon cattura questo particolare momento attuale, pieno di desiderio e nostalgia, e lo traduce in immagini densamente colorate e ricche di dettagli.

    Le opere di Mattew Brannon  sono presenti nelle collezioni permanenti di numerosi musei: the Museum of Modern Art, New York; Whitney Museum of American Art, New York; Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles; Hammer Museum, Los Angeles; Denver Art Museum, Denver; Albright-Knox Art Gallery, Buffalo; DESTE Foundation for Contemporary Art, Atene; Museo Madre, Napoli.