Tommaso Ottieri

Cosmologie Urbane e suggestioni atemporali

Roma, Parigi, Londra, Milano, Venezia, New York: le metropoli del mondo come complessi architettonici strappati all’oscurità da incendi di luce artificiale, quella stessa luce che, nel giro di soli due secoli, ha trasfigurato l’immagine del nostro pianeta vista dallo spazio, accendendo il paesaggio terrestre di bagliori che prima non c’erano e che, a detta degli scienziati, sono uno dei maggiori cambiamenti fisici introdotti dalla specie umana nell’ambiente. Un cambiamento, quello che distrugge l’essenza dell’oscurità naturale, tanto bello quanto pericoloso, come bella e pericolosa è ogni impresa dell’uomo, intraprendente Prometeo, arrogante Icaro, creatura di Dio che vuole essere Dio. 

 “È un cacciatore di energia e sarebbe riduttivo limitarlo al ruolo di pittore di città, perché il mistero del bagliore che ogni suo quadro reca con sé è anche il fuoco segreto degli uomini che hanno progettato, costruito, abitato e vissuto quelle metropoli e che sono ben presenti pur nell’assenza apparente. In queste opere, in cui non si affaccia mai la luce del sole per ribadire con forza la scelta chiaramente antinaturalistica del nostro artista, senti il respiro delle città e dei loro abitanti, senti quella specie di ronzio crescente fatto di operosità in azione e di spostamenti frenetici che anima le metropoli a partire dall’alba e che non di rado nel corso della giornata diventa frastuono assordante per poi acquietarsi di notte accendendosi di intime ossessioni. Ma si sente anche la profondità del tempo cristallizzato nelle pietre e nel cemento.”  Cosi scrive il curatore Gabriele Simongini nel catalogo della mostra  Tommaso Ottieri Cosmologie Urbane (Manfredi Edizioni) in corso alla Galleria Russo di Roma fino al 6 novembre 2021

Quando capito davanti ad una scena da dipingere, trattengo il respiro, accelero il cuore, mi tremano le mani. Sono vivo e mi lascio innamorare
Tommaso Ottieri


TOMMASO OTTIERI NOTE BIOGRAFICHE Nato a Napoli nel 1971, studia alla Facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli e alla Robert Gordon School of Architecture di Aberdeen (UK). Nel 1996 ottiene la Laurea in Architettura all’Università Federico II di Napoli con una tesi sulla bioarchitettura applicata al recupero del Porto di Napoli 1990-1995. Nel 1996 vince al M.I.T. una Borsa di Studio Leonardo da Vinci, grazie alla quale si trasferisce nelle isole Cicladi, in Grecia, a studiare i canoni dell’arte e dell’architettura biocompatibile. Si stabilisce per due anni a  Santorini dove lavora come architetto per lo studio Sintesi ed apre il proprio atelier di pittura a Oia. Nel 1998 fonda con Pietro Renna lo studio di Architettura MERO, Palazzo Montemiletto. Nel 1998 consegue il Master per la Progettualità esecutiva della Bioarchitettura alla Facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, dove collabora al Progetto per il Recupero e la Valorizzazione dei Percorsi Religiosi della Campania e del Sud Italia: fonte di ispirazione sono i grandi architetti ed artisti del tempo, oltre ai classici di cui cerca di seguire l’esempio. La sua ricerca si orienta verso la definizione di scenari molto saturi esteticamente e cromaticamente, per proporre una visione del paesaggio urbano e cercare un ruolo nella sua costruzione. Vive e lavora a Napoli.