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    Di chi sono i nostri dati?

    Per una nuova etica del controllo dei dati

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    Gli algoritmi, per essere intelligenti, hanno bisogno di big data. Ed è questa la ragione per cui chiunque entri in affari con noi - palestre, supermercati, ferrovie o compagnie aeree - ci propone una “carta punti”, con la promessa di risparmi e premi-fedeltà. Così, con ogni transazione, consapevoli oppure no, siamo costretti a lasciare all’emittente della carta i nostri dati. La carta risparmio del supermercato – ad esempio - registra tutti gli acquisti che facciamo. In questo modo gli esercizi commerciali vengono a sapere tutto sulle abitudini alimentari dei clienti. È giusto che sia così? Molti cominciano a mettere in discussione questo sistema con l’introduzione di modelli di gestione dati più rispettosi della privacy del cliente. In questa parte del suo reportage, Danilo Procaccianti di Presa Diretta ce ne presenta alcuni.