"Salvatore Giuliano"

"Salvatore Giuliano"

Storia di un bandito

"Salvatore Giuliano"

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1950. Il bandito siciliano Salvatore Giuliano viene trovato morto a Castelvetrano. Il film di Francesco Rosi, indaga sulla morte e sulla storia dell’imprendibile Giuliano andando a ritroso nel tempo. Dopo la morte si torna al 1945, quando il bandito viene arruolato dai separatisti siciliani. Quindi di nuovo sul luogo del ritrovamento del cadavere nel 1950. I giornalisti accorsi da ogni dove, sono perplessi di fronte alle versioni discordanti delle forze dell’ordine. La morte di Giuliano è un mistero. La banda di Giuliano è certamente collusa con la mafia. Stragi, omicidi e sequestri di persona si susseguono fino alla strage di Portella della Ginestra, avvenuta nel 1947, quando Giuliano e i suoi spararono sulla folla riunita per festeggiare i risultati delle elezioni regionali. Dopo la morte del bandito, la polizia riuscì ad arrestare il suo luogotenente, Gaspare Pisciotta. Durante il processo per individuare i responsabili delle morti di Portella, le testimonianze raccolte raccontarono una storia di banditismo ma anche di collusioni con la polizia, la politica e la mafia. Salvatore Giuliano è un film d’inchiesta che cerca di fare luce su una storia tuttora piena di ombre e dubbi. Il film indaga su Giuliano ma è anche il pretesto per mettere in luce il fenomeno del banditismo. Francesco Rosi, che amava il cinema d’inchiesta, fu molto accurato nella ricostruzione dell’ambiente originale e scelse di girare gli esterni negli stessi luoghi in cui si erano svolti i fatti. Il film ebbe un ottimo successo portando a Rosi l’Orso d’argento per la miglior regia.

Salvatore Giuliano di Francesco Rosi del 1962 con Frank Wolff, Salvo Randone, Renato Pinciroli, Massimo Mollica, Sennuccio Benelli. La storia del bandito Salvatore Giuliano dal suo ingresso nel movimento indipendentista, alla strage di Portella della Ginestra, alla morte.