Spencer Tracy

Un gentiluomo d'altri tempi

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Il volto aperto, gli occhi chiari, lo sguardo franco. Spencer Tracy ha rappresentato per quasi 40 anni nel cinema americano l’immagine dell’uomo che tutti vorremmo essere: l’uomo sereno e forte che crede nella giustizia e per essa si batte a costo di tutto

Le immagini che scorrono davanti ai nostri occhi sognanti sono quelle di un signore elegantissimo, con una statuetta scintillante tra le mani. Accanto a lui un’incantevole giovanissima Bette Davis. E’ il 1939, i due attori sono stati appena premiati alla XI edizione degli Academy Awards, lei come migliore attrice per il film Jezebel, lui come migliore attore per Boys town (La città dei ragazzi) dove interpretava padre Edward Flanagan, un sacerdote che dedicò tutta la sua vita al recupero dei ragazzi disadattati per accogliere i quali, nel 1917, fondò un istituto chiamato, appunto, Boys town. Il film infatti racconta una storia vera. Non solo, padre Flanagan, quando Tracy prese questo Oscar, era ancora vivo e in attività e l’attore glielo volle regalare.
Tracy era già alla sua seconda statuetta dorata. La prima l’aveva ritirata l’anno prima, nel 1938, per la pellicola Capitani coraggiosi, diretto dal Victor Flaming, regista che nel 1939 diventerà star internazionale grazie alla regia del kolossal Via col vento.
Hollywood adocchia Spencer Tracy nel 1930, quando recita nei teatri del Paese dopo una lunga gavetta. Qui aveva incontrato Louise Treadwell, giovane promessa del palcoscenico dalla quale non divorziò mai, anche quando si legò sentimentalmente a Katharine Hapburn, suo grande amore. 
Dopo aver interpretato ruoli di secondo piano, è nel 1936 che Tracy ha l’occasione di mostrare tutto il suo talento di attore drammatico nel melodramma San Francisco di W.S. Van Dick, recitando accanto a Clark Gable. L’incontro con l’attrice Katharine Hapburn, nel 1942, sul set del film La donna del giorno di George Stevens, non solo fa scattare il colpo di fulmine tra i due ma permette ai cineasti americani di scoprire in Tracy una irresistibile vena di attore brillante, perfetto per interpretare commedie come La costola di Adamo (1949) o Lui e lei (1952), entrambe dirette dal maestro della “sophisticated comedy” George Cukor. Sarà una commedia anche la sua ultima interpretazione, Indovina chi viene a cena (1967) di Stanley Kramer, accanto all’immancabile Katherine e al giovane attore afroamericano Sidney Poitier. Tracy morirà d’infarto qualche mese dopo all’età di 67 anni nella sua villa di Beverly Hills.