"King Kong" (1933)

    "King Kong" (1933)

    Di Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack

    "King Kong" (1933)

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    Una trama semplice su cui si innesta il mito della bella e la bestia e, particolare di non poco conto, la più straordinaria location del mondo: New York. Prodotto e diretto nel 1933 a quattro mani da Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack, il primo King Kong è soprattutto un prodigio di effetti speciali realizzati artigianalmente da uno dei pionieri del genere, Willis J. O’Brien. 
    Una troupe specializzata in film d'avventura con bestie allo stato brado, salpa da una fumosa banchina del porto di New York alla volta dell'Isola del Teschio dove, secondo un'antica leggenda, si nasconde un mostro gigantesco. Il produttore cinematografico Carl Denham, che guida il gruppo, ha portato con sé una giovane donna, Ann Darrow, bella ma povera in canna. La tribù di selvaggi che vive nell'isola si protegge dal pericolo di un attacco dell'essere spaventoso con cui convive, offrendogli in sacrificio una vergine del villaggio. Ma, non appena il capovillaggio vede la donna bianca, la fa rapire per sostituirla alla giovane locale che era stata scelta come dono alla bestia. 
    Il modellino snodabile del gorilla costruito dal tecnico Marcel Delgado, che nella finzione del grande schermo arrivava a misurare più di 15 metri, in realtà era un pupazzetto di circa 45 centimetri, sapientemente ripreso da O'Brien e il suo team. Era nato Kong, immenso e tenerissimo, sfortunato gigante innamorato. 
    La magia del bianco e nero, affidata all'abilità di ben tre direttori della fotografia, Edward Linden, J.O. Taylor e Vernon Walker, completa l'opera e la consegna per sempre alla fama.