Una giornata con Alberto Sordi

    Sul set di "Tutti a casa"

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    Alberto Sordi e il giornalista Rai Carlo Mazzarella, più che un intervista un incontro rilassato e decisamente affettuoso. Non a caso. I due erano amici fraterni dai tempi dell' Accademia d' Arte Drammatica, che avevano frequentato con un altro grande, Vittorio Gassman. Siamo nel 1960, la città è Livorno. Sordi sta girando il suo ultimo film, Tutti a casa, del regista Luigi Comencini. La storia drammatica di ciò che accadde in Italia dal nord al sud, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1945. Sordi viene accompagnato durante una sua tipica giornata di lavoro. L’attore svela di detestare l’improvvisazione. E’ quel tipo di interprete che ripete ogni scena fino allo sfinimento. Per questo motivo, ai tempi del film La grande guerra, del 1959, fece amicizia con Vittorio Gassman, che come lui era un grande perfezionista. Questo particolare li legò molto. Sordi è sul balcone di un grande albergo di Livorno, guarda il mare e racconta che ha appena visto salpare l’Amerigo Vespucci con i cadetti a bordo e gli è venuto spontaneo fare un saluto da ufficiale. Ma la serietà dura poco. Scherza con Mazzarella, elenca i compagni di set, che sono Eduardo De Filippo, Serge Reggiani e Carla Gravina. Ricorda con rimpianto i bei tempi in cui, essendo un perfetto sconosciuto, poteva scatenarsi a fare scherzi per la strada: le dita negli occhi a un barbone, gli assalti a tradimento ai passanti. Ma lo scherzo più bello era quando, durante lo spettacolo, saliva sul palcoscenico a fare un saluto ad Anna Magnani o a Gino Cervi, interrompendo di fatto la messinscena. Infine uno sguardo al set e al regista Luigi Comencini. La giornata con Sordi deve interrompersi dopo l’ultimo ciak, perché l’uomo è estremamente riservato per tutto quanto riguarda la sua vita privata.