"La famosa invasione degli orsi in Sicilia" di Lorenzo Mattotti

Dal 7 novembre al cinema e in concorso ad Alice nella città

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Nel tentativo di ritrovare il figlio da tempo perduto e di sopravvivere ai rigori di un terribile inverno, Leonzio, il Grande Re degli orsi, decide di condurre il suo popolo dalle montagne fino alla pianura, dove vivono gli uomini. Grazie al suo esercito e all'aiuto di un mago, riuscirà a sconfiggere il malvagio Granduca e a trovare finalmente il figlio Tonio. Ben presto, però, Re Leonzio si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini.


Tratto da un classico della narrativa di Dino Buzzati La famosa invasione degli orsi in Sicilia (Mondadori, il film di animazione di Lorenzo Mattotti, nella sua versione in italiano si avvale delle voci di Toni Servillo, Antonio AlbaneseLinda Caridi, Maurizio Lombardi, Corrado Invernizzi, Alberto Boubakar Malanchino, Beppe Chierici, Roberto Ciufoli, Nicola Rignanese, Mino Caprio, e Corrado Guzzanti nel ruolo di Salnitro. Partecipazione straordinaria di Andrea Camilleri nel ruolo del Vecchio Orso. 

Prodotto da INDIGO FILM con RAI CINEMA, PRIMA LINEA PRODUCTIONS, PATHE’, FRANCE 3 CINEMA, la pellicola partecipa in concorso alla rassegna cinematografica Alice nella città e il 7 novembre sarà nelle sale cinematografiche italiane.

Pubblicato a puntate sul «Corriere dei Piccoli», il racconto La famosa invasione degli orsi in Sicilia uscì in volume nel 1945, impreziosito dalle tavole a colori disegnate dello stesso Buzzati che con quest'opera ribadisce il suo interesse per il mondo delle fiabe e del fantastico ma è molto di più di un racconto per bambini. Sono evidenti tutti gli elementi del Buzzati “serio”, a partire dalla caratteristica contrapposizione tra il mondo della città e "l’eden puro delle montagne".

Ma soprattutto importa notare come, nella storia degli orsi che scendono dalle montagne della Sicilia e conquistano la capitale del Granducato, il filo delle trovate che si dipanano senza sosta crei un racconto che per leggerezza di tocco e copia di invenzioni narrative va annoverato tra i più felici prodotti dall’officina buzzatiana. Un racconto in cui ciò che prevale è l'assoluto piacere di narrare