Auguri a Gabriele Salvatores

Auguri a Gabriele Salvatores

I 70 anni del regista italiano premio Oscar

Auguri a Gabriele Salvatores

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Raccogliere e montare materiali inediti provenienti da tutte le case degli italiani, girati artigianalmente con il proprio cellulare in pieno lockdown da Covid-19 e farlo diventare un film intitolato Viaggio in Italia. E' l'ultima idea del maestro della sperimentazione, Gabriele Salvatores, il regista italiano che nel 1992 ha regalato al nostro Paese un Oscar con la pellicola Mediterraneo

Nato a Napoli il 30 luglio del 1950, nel 2020 Salvatores compie 70 anni. Regista, sceneggiatore ma anche produttore, con la Colorado film,  fa il suo ingresso nel mondo dello spettacolo grazie al teatro. Nel 1972 infatti fonda a Milano, dove si era trasferito con la famiglia, il Teatro dell'Elfo, insieme all'attore e regista teatrale Ferdinando Bruni. Qui si lancia in quello che gli piace davvero: sperimentare con audacia per anticipare i gusti culturali. Arriva al cinema attraverso e grazie a quest'esperienza firmando, nel 1983, il suo primo lavoro per il grande schermo, tratto da un'opera teatrale: Sogno di una notte di mezza estate. L'ispirazione è dichiaratamente shakespeariana ma dentro c'è di tutto: recitazione, musica, danza. Nel 1989 passa definitivamente dal teatro al cinema.

I primi film che portano la sua firma si intitolano Marrakech Express (1989) e Turné (1990), realizzati quasi in famiglia, con un gruppo di amici storici, tra cui l'attore Diego Abbatantuono, co-fondatore della Colorado film. Nel 1991 arriva il successo insieme alla statuetta dorata che gli viene consegnata dall'Academy Awards per Mediterraneo, Miglior film straniero nell'edizione 1992. Mediterraneo, girato in un'isola del Dodecanneso, conclude la cosiddetta "trilogia della fuga" (insieme a Marrakech Express e a Turné) con cui Salvatores dice al pubblico:

In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare

La pellicola si aggiudica anche altri premi tra cui il David di Donatello per il miglior film, il montaggio e il suono e un Nastro d'argento per la regia. Seguono a stretto giro Puerto Escondido (1992), Sud (1993) e Nirvana, maggiore successo commerciale del regista e il film italiano di fantascienza più premiato dal pubblico che vale a Salvatores il premio Urania Argento alla carriera nel 2013. La fase di sperimentazione narrativa prosegue nel nuovo millennio con le regie di Denti (2000) e Amnesia (2002), entrambi interpretati dall'attore Sergio Rubini.

Un altro successo, che vale a Salvatores una nuova nomination all'Oscar, un David di Donatello e il "Gattopardo d'oro" (Premio Luchino Visconti), è il film Io non ho paura (2003), tratto dall'omonimo romanzo di Niccolò Ammanniti, che ne ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Francesca Marciano. 

Dal film Quo vadis, baby? (2005), tratto dall'omonimo romanzo di Grazia Verasani, nasce una  miniserie TV con lo stesso titolo, trasmessa nel 2008.

Le ultime fatiche di Salvatores, sempre pronto a cogliere spunti innovativi dalla realtà del presente, si intitolano: Happy Family del 2010; il documentario 1960, interamente realizzato con i materiali delle teche Rai, vincitore del World Awards 2011 della Federazione Internazionale Archivi Televisivi e presentato fuori concorso a Venezia; Educazione siberiana del 2013, tratto dall'omonimo romanzo autobiografico dello scrittore moldavo Nicolai Lilin; il documentario Italy in a day, patrocinato da Rai Cinema e ispirato al lavoro di Ridley Scott su La vita in un giorno; Il ragazzo invisibile con cui Salvatores torna alle suggestioni della fantascienza e con cui vince un European Film Award e il sequel Il ragazzo invisibile - Seconda generazione. Il suo ultimo film, Tutto il mio folle amore (2019), è ispirato ad un caso editoriale, il romanzo di Fulvio Ervas Se ti abbraccio non aver paura (Marcos y Marcos, 2012), vincitore del Premio Anima 2012 e del Premio Viadana (giuria giovani) 2013. Qui Franco, il padre, e Andrea, il figlio, hanno viaggato per anni in cerca di terapie per strappare il ragazzo alla malattia.

In omaggio ai 70 anni di Gabriele Salvatores, vi proponiamo un'intervista rilasciata dal regista al programma Rai Movie Mag due anni fa.