Walter Chiari in "il Sarchiapone"

Un ricordo a 30 anni dalla scomparsa

Un ricordo di Walter Chiari, attore cinematografico e teatrale, conduttore televisivo negli anni d'oro del piccolo schermo, a 30 anni dalla sua scomparsa, il 20 dicembre 1991

Al secolo Walter Annichiarico, esordisce nel 1946 nel teatro di rivista e in seguito consolida la sua figura di attore comico e di brillante intrattenitore anche in televisione, in teatro e al cinema. Approda sul grande schermo con il film Vanità (1947) per cui vince il Nastro d'argento come miglior attore esordiente. Memorabili sono le sue interpretazioni in Bellissima (1951) di Luchino Visconti accanto ad Anna Magnani, ne Il giovedì di Dino Risi e nel Falstaff di Orson Welles. Negli anni ‘70, a causa di alterne vicende con la giustizia, scompare dalle scene. Dal quel momento vive in solitudine e in povertà. Un infarto lo stronca mentre, seduto in poltrona, sta guardando la tv nel residence alla periferia di Milano dove abita.

Eppure la sua vita è stata piena di successi. Il ragazzone alto e dinoccolato, sempre pronto alla risata mentre racconta l'ultima barzelletta in voga al momento, ha conosciuto una carriera straordinaria. Amato dal pubblico, soprattutto quello femminile, e da molte bellissime attrici del suo tempo. Prima fra tutte la star americana Ava Gardner. Giovanissimo è stato anche fidanzato con l'attrice italiana Lucia Bosé. Alida Chelli invece l'ha sposato e gli ha dato due figli: Simone e Silvia.

Walter Chiari e Lucia Bosé

Lui rapiva l’attenzione e gli affetti. Tutti sentivano che aveva un cuore grande e una testa libera da qualsiasi tipo di vincolo. Per questo lo perdonavano sempre. Di cosa? Delle fughe, delle assenze, di dare cento appuntamenti contemporanei e non rispettarli, di non presentarsi in teatri strapieni, di bucare addirittura l’ultima puntata di ‘Fantastico’.
Simone Annichiarico, figlio di Walter Chiari e Alida Chelli

Chiari ha condiviso la scena e il palco con mostri sacri del calibro di Totò (Totò al Giro d'Italia (1948)Gli onorevoli, 1963; La scommessa, 1967), ma anche Mina e Paolo Panelli con cui ha co-condotto una delle edizioni di maggior successo di Canzonissima, quella del 1968. Ma già dieci anni prima, nel 1958, era stato protagonista indiscusso del varietà televisivo di Vito Molinari La via del successo , un programma di gag, musica e imitazioni con ospiti illustri del mondo dello spettacolo. Qui aveva messo in scena per la prima volta, insieme a Carlo Campanini, il leggendario sketch del "Sarchiapone", a detta di molti la più divertente scenetta televisiva che sia mai stata realizzata. Il successo di questo piccolo capolavoro di 10 minuti fu tale che il termine “sarchiapone” entrò nell’immaginario collettivo e addirittura nel vocabolario della lingua italiana, come sinonimo di colui che parla con articolata saccenteria di cose che non conosce. Nel 1961 partecipa al cast stellare di un altro varietà storico della Rai TV, Studio Uno


Alberto Sordi e Walter Chiari