Lewis W. Hine. "American Kids"

    Le inchieste del celebre fotografo sulla condizione minorile di poveri e immigrati negli Stati Uniti di inizio '900

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    Apre al pubblico l'8 ottobre 2019, in anteprima nazionale alla Casa di Vetro di Milano, l'esposizione Lewis W. Hine. American Kids dedicata alle condizioni di vita e di lavoro dei figli degli immigrati - tra cui tantissimi italiani - negli Stati Uniti nei primi del secolo scorso. In mostra 60 riproduzioni digitali da stampe originali della collezione National Child Labour Committee, la famosa organizzazione protagonista del movimento nazionale di riforma del lavoro minorile negli States a cavallo tra '800 e '900. Autore di questi meravigliosi ritratti color seppia, oggi conservati alla Library of Congress, il fotografo Lewis Wickes Hine, celebre maestro americano della fotografia sociale, di ritratto e di reportage che ha ispirato i grandi autori americani degli anni ‘30 che hanno raccontato la Grande Depressione e il New Deal del presidente Franklin Delano Roosevelt. 

    Le opere di Hine hanno dato un contributo fondamentale alla modifica delle leggi che regolavano il lavoro minorile in America all'inizio del XX secolo. A indirizzare il suo talento per questo tipo di immagini la sua storia personale: rimasto orfano di padre, riesce a frequentare l’Università solo perché lavora sin dall’adolescenza, risparmiando i soldi che investirà nella sua formazione. Diventato insegnante a New York presso la Ethical Culture School, sostiene con i suoi studenti l'utilizzo della fotografia come mezzo educativo e svolge le sue lezioni mostrando i suoi scatti che ritraggono le migliaia di immigrati che ogni giorno arrivano nel porto di Ellis Island a New York.

    Nel 1908 Hine abbandona l’insegnamento per diventare il fotografo di punta della National Child Labour Committee (NCLC). Per quasi due decenni, con la sua macchina fotografica, partecipa attivamente alla lotta contro il lavoro minorile, pubblicando immagini che entrano nella storia delle società contemporanea e della fotografia.  Negli anni della Prima Guerra Mondiale e del primo dopoguerra ritrae anche l’attività di assistenza in Europa della Croce Rossa americana. Dalla seconda metà degli anni '20 fino ai primi anni '30, realizza una serie di ritratti con l’obiettivo di mettere in risalto il contributo umano all'industria moderna. Nel 1930, riceve l'incarico di documentare la costruzione dell'Empire State Building. Un’impresa che prende molto sul serio assumendosi spesso, per realizzare le sue immagini, gli stessi rischi dei lavoratori che deve ritrarre. 

    Dal 1876 al 1900 arrivano negli Stati Uniti circa 800.000 compatrioti. Ma nei primi quindici anni del nuovo secolo la loro presenza si intensifica fino ad arrivare a 3.500.000. Gli Italiani sono solo il 6,5 % della popolazione ma il 30% delle bande giovanili di quartiere, spesso molto violente, è composto proprio da nostri connazionali. Anche nei riformatori i nostri ragazzi raggiungono percentuali simili. Secondo un’inchiesta del 1904, tra i detenuti minorenni nati negli Stati Uniti, i ragazzi italiani rappresentano oltre il 28%, seguiti poi da Russi, Tedeschi e Canadesi. 

    L’esposizione American Kids fa parte del progetto History & Photography , rivolto al grande pubblico e a scuole e università con l'obiettivo di raccontare la storia attraverso le immagini fotografiche (e la storia della fotografia), valorizzare gli archivi fotografici storici , rendere le opere fruibili a tutti e utilizzarle per supportare l’insegnamento della Storia Contemporanea sia dal vivo che via Internet. Ideatori, curatori e produttori del progetto H&P sono Alessandro Luigi Perna e Eff&Ci – Facciamo Cose di Federica Candela.

    Infine, a partire da questa mostra, c'è una novità assoluta per i fruitori di spazi espositivi dedicati alla fotografia, un modo completamente inedito in Italia in campo fotografico (e forse nel mondo):
     

    Una nuova modalità di fruizione della fotografia e delle esibizioni fotografiche offerta dalla tecnologia digitale: per la prima volta la mostra è “visitabile” via internet anche per i privati. È infatti possibile, per chi non può raggiungere la Casa di Vetro di Milano, visionare la selezione di immagini sugli schermi di casa propria in forma di fotogallery in slideshow manuale pagando un fee in base al numero di spettatori (costo minimo € 20,00 per n. 4 spettatori). La fotografia entra così nelle case del grande pubblico e diventa spettacolo culturale di intrattenimento quotidiano - come il cinema, la radio o la televisione – di cui godere da soli o in compagnia.   Fa parte del pacchetto un pdf di approfondimento (lo stesso messo a disposizione in mostra) che racconta non solo le immagini ma anche il loro contesto. Con le stesse modalità è possibile anche vedere alcune delle precedenti mostre realizzate per il progetto H&P

     
    Tutte le informazioni sul sito: La Casa di Vetro