Gaetano Pesce

Design nel segno del tempo

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Ho cercato sempre di essere sincero con il mio lavoro, cioè di scegliere dei materiali che fanno parte della mia vita, i cosiddetti  materiali contemporanei.      
Gaetano Pesce

Pesce è conosciuto per la qualità tattile ed emotiva del suo design. Usa gomma, fibra naturale, metalli, resina di poliuretano, bronzo, legno, PVC, argilla, legno, rame, pietra e cartapesta, tessuto, cotone, componenti elettrici, schiuma espansa. Privilegia materiali molli, malleabili, adattabili. Ogni creazione ha una sua unicità. Grazie alla scelta del materiale, la ripetitività della produzione industriale non esiste nel design di Gaetano Pesce. La voglia di sfidare le convenzioni fa parte del suo DNA.

Dal 1983 Gaetano Pesce vive a New York ma ha eseguito lavori privati e pubblici  lavorato in Europa, Asia, America Latina e negli Stati Uniti  e ha insegnato in prestigiose scuole e facoltà di architettura in altrettanti contenenti. Artista, scultore, designer e architetto.
Gaetano Pesce è alla ricerca continua di nuovi materiali per realizzare le sue idee. Da oltre quarant’anni da forma con la sua fantasia a oggetti e strutture di tutti i tipi: bicchieri, vasi, divani, sedie, gioielli, tavoli, piatti, lampade, scaffali, case e palazzi. La sua filosofia creativa si basa sull’elasticità mentale e fisica. Con le sue opere innescare un processo di interpretazione della forma potenzialmente illimitato.

Nel 1969 Gaetano Pesce presentò al Salone del Mobile di Milano la Up 5, una poltrona che ha la forma e la figura di un corpo femminile con l’aggiunta di una palla sfera che funge da poggiapiedi legata alla poltrona stessa attraverso una corda che simboleggia una catena : una denuncia di sottomissione e segregazione in a cui la donna è  ancora oggi soggetta in molte parti del mondo.

Anche in molti  altri lavori, Pesce Esplora i materiali e i loro simbolismo, con un approccio aperto. Gli I suoi oggetti  affrontano temi ed esprimono contenuti che vanno ben oltre la cultura materiale.

Mi ricordo più di quaranta anni fa, che con una poltrona, che nessuno aveva mai pensato potesse rappresentare un pensiero politico, ho pensato invece che era arrivato il momento per far crescere il design da un arte cosiddetta applicata, cioè di secondo ordine, a un’espressione tout court, che può non solo servire a degli usi pratici, ma può anche servire le opinioni politiche. Parliamo della Up-Five, questa poltrona a forma di donna. Questa poltrona ha legato al piede una forma di catena e al fondo c’è una palla, che poi è una rappresentazione nei secoli del prigioniero. Il prigioniero trascina al piede questa palla per non consentirgli di scappare. Un po’ è quello che succedeva alla donne quarant’anni fa.      
Gaetano Pesce 

Il servizio è stato realizzato nel 2012 da Rai Cultura.