Biennale Arte 2019: Dentro al labirinto

    La mostra al Padiglione Italia curata da Milovan Farronato

    11 mag 2019 > 24 nov 2019

    Condividi

    Né altra né questa: La sfida al Labirinto è il progetto curato da Milovan Farronato per il Padiglione Italia alla 58. Biennale d’Arte di Venezia. Vi partecipano, con lavori inediti e opere storiche, tre artisti italiani: Enrico David (Ancona, 1966), Chiara Fumai (Roma, 1978 – Bari, 2017) e Liliana Moro (Milano, 1961).

    Sin dal titolo, la mostra nasce sotto il segno della molteplicità e del disorientamento: Né altra né questa riecheggia, infatti, un saggio del filosofo danese Søren Kierkegaard: Aut Aut del 1843, un’opera che si interroga sulle modalità esistenziale ed esplora attraverso gli scritti e i pensieri di due personaggi immaginari altrettante possibilità. La sfida al labirinto, invece, cita il celebre saggio di Italo Calvino del 1962, in cui l’autore propone un lavoro culturale che possa descrivere la complessità di un mondo che ha perso ogni riferimento.

    Con l’evocazione della figura del labirinto che rispecchia la conformazione urbanistica di Venezia, il curatore mette in scena un percorso espositivo senza inizio né fine. Un cammino aperto a interpretazioni parallele, in cui le opere e l’allestimento dialogano e si sovrappongono a formare un intrigo di linee, forme, tendenze che rispecchiano l’impossibilità di ridurre la conoscenza a un insieme di traiettorie prevedibili.

    Tuttavia, proprio il progetto scenico è una strategia narrativa che consente, attraverso l’accostamento e l’interazione di artisti e poetiche diverse, la proliferazione di sensi ulteriori, di racconti plurimi e non scontati. Così sostiene Farronato:

    Gli artisti che ho scelto credo che rappresentino l’Italia in modo molto diverso e ho voluto evidenziare le differenze ma con la possibilità che queste differenze potessero coesistere, coabitare lo stesso spazio ed essere l’uno il supporto dell’altro. Mi piace l’esistenzialismo indifferente ma sempre romantico di Enrico David che coabita con il romanticismo minimale di Liliana Moro e tra di loro l’enigma di Chiara Fumai.

    Della giovane artista il curatore ricostruisce il progetto dell’ultima mostra alla quale stava lavorando prima di morire: This Last Line Cannot be Translated, che ritorna più volte in tutto il Padiglione. Molti i lavori recenti di Enrico David voluti dal curatore per questi spazi che esaltano le forme plurime, arcaiche e primordiali plasmate da un artista impegnato ad indagare il corpo e la sua perenne metamorfosi. Emblematiche nello spazio pluricentrico del Padiglione Italia le opere di Liliana Moro: installazioni, audio, collage, disegni, sculture che mettono in gioco contenuti e oggetti d’uso comune per rivisitare la loro funzione originale e invitarci ad andare oltre ciò che è visibile.