La prima antologica di Kiki Smith in Italia

    04 mar 2019 > 02 giu 2019

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    Kiki Smith, nata a Norimberga nel 1954, è una delle protagoniste dell’arte contemporanea, femminista militante, presente con la sua opera nelle più prestigiose istituzioni internazionali (dal MoMA di New York al Museum of Modern Art di San Francisco, dalla Haus Esters Museum di Krefeld alla Fundació Joan Miró di Barcelona) e vincitrice per acclamazione della 51ª Biennale di Venezia del 2005 con l’installazione Homespun Tales.

    Kiki Smith coniuga le tecniche tradizionali (la fusione, la terracotta, l'arazzo, l'incisione) con la più sofisticata tecnologia digitale, e i suoi temi attingono alle fonti visive del Medioevo cristiano, della protoscienza sette-ottocentesca e di certo surrealismo, con risultati capaci di rappresentare ancora le ossessioni, le lacerazioni e le contraddizioni dell'umanità di oggi.

    Tematica centrale e pressoché esclusiva del suo discorso è stata fino a tutti gli anni '90 la corporeità, e in particolare il corpo femminile in tutta la sua fragilità, ma anche eroicamente capace di riscatto e ribellione. Più di recente la riflessione dell’artista si è allargata a considerare l’intero rapporto tra uomo, natura e cosmo: le immagini che ne sorgono hanno assunto i toni di una grazia pacificatrice che può essere una soluzione, un antidoto in tempi di odio e brutalità. Tutto questo si avverte nell'afflato quasi animistico di alcuni dei 12 arazzi jaquard  presenti nella mostra, ai quali – nelle sei sale del percorso espositivo – si affiancherà anche una selezione di sculture.

    La mostra è curata da Eike Schmidt e Renata Pintus.