Sulle tracce di Leonardo

Il genio a Roma. Influenze ed eredità

03 ott 2019 > 12 gen 2020

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Dal 1513 al 1516 Leonardo da Vinci soggiorna a Roma, ospite di Giuliano de’ Medici, occupando un appartamento al Belvedere Vaticano, dove, tra le altre attività, svolge quella di pittore, perfezionando alcune composizioni a cui da anni lavorava e che i suoi assistenti riproducevano in copia.
E’ un periodo misterioso e poco indagato della vita del genio, sul quale accende ora i riflettori la mostra proposta dall’Accademia dei Lincei, curata da Roberto Antonelli e Antonio Forcellino. L’esposizione racconta l’influenza che l’artista e la sua bottega esercitarono sull’ambiente romano, ma anche le suggestioni che Leonardo accolse, trovandosi immerso nel periodo di massimo fulgore della cultura e della pittura romana.

Leonardo nel soggiorno romano trova quell’equilibrio di straordinaria classicità che gli permette di portare a compimento quei quadri a cui stava lavorando da anni, ma soprattutto è qui che nasce l’idea del San Giovanni e del Salvator Mundi, che risentono dell’ influenza della statuaria antica.
Antonio Forcellino

Al centro della mostra, in particolare, il rapporto tra Leonardo e Raffaello, un incontro che lasciò segni visibili nella Villa Farnesina, edificio simbolo di quel periodo e fulcro delle celebrazioni leonardesche avviate dall’Accademia dei Lincei.

E’ proprio la Leda di Leonardo che ispirò a Raffaello il dipinto di Galatea che divenne il paradigma della rinascita dell’arte italiana.
Antonio Forcellino

In esposizione, occasione di un approfondimento inedito del tema, anche altre opere di Raffaello, come la Fornarina della collezione Torlonia, accostata per la prima volta alla Gioconda di Palazzo Barberini dipinta nella bottega di Leonardo e alla Gioconda nuda della Fondazione Primoli, entrambe appena restaurate. Tra le altre opere raccolte a Villa Farnesina, lavori riconducibili alla bottega di Leonardo e alla sua influenza come il San Giovanni Battista della Galleria Borghese, in rapporto con due copie del San Govannino di Raffaello, il Salvator Mundi, proveniente dalla Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli.

In stretta correlazione con la mostra, altri eventi coordinati in un sistema unitario: Leonardo in traduzione: dalla Gioconda di Calamatta all’attività editoriale del Lincei, una sezione ideata per evidenziare il ruolo svolto dalle incisioni e dalle pubblicazioni dedicate a Leonardo nella diffusione dell’opera dell’artista tra Ottocento e Novecento; Leonardo e i suoi libri, allestita nelle sale della Biblioteca Corsiniana per approfondire l’ultima fase dell’attività di Leonardo riflessa nei libri da lui posseduti e studiati; Leonardo, una mostra impossibile, una ricostruzione digitale dell’intera produzione pittorica di Leonardo.

Leonardo a Roma. Influenze ed eredità
Roma, Villa Farnesina: 3 ottobre 2019 - 12 gennaio 2020