Bill Whiters

Bill Whiters

La calda voce del soul

Bill Whiters

Condividi

Bill Whiters nasce il 4 luglio 1938 a Slab Fork, West Virginia, il più giovane di sei figli. Inizia ad avvicinarsi alla musica all'età di diciotto anni nel 1956, e per intraprendere la carriera musicale lascia i marine nel 1965 e si trasferisce a Los Angeles. Inizialmente suona nei club e registra alcuni demo, fino a che negli anni settanta non conquista l'attenzione di Clarence Avant, presidente della Sussex Records, che nel 1971 pubblica il suo primo album, Just as I Am, a cui collabora il chitarrista Stephen Stills. Il disco ottiene un buon successo, principalmente spinto dal primo singolo Ain't No Sunshine, che vende oltre un milione di copie e vince il Grammy Award come miglior brano R&B. 

La canzone è un soul acustico della durata di poco più di due minuti che parla di abbandono, delle ferite dell’anima, del dolore per la fine di una relazione. Withers la scrisse ispirandosi al film di Blake Edwards I Giorni Del Vino e Delle Rose, commovente dramma del 1962 interpretato da Jack Lemmon e Lee Remick, che racconta di un amore sofferto e ad alto contenuto alcolico. La canzone è semplice, diretta, immediata, e piace proprio per il reiterarsi del tema principale e per quella strofa centrale in cui Withers canta ripetendo per 26 volte, quasi fosse un mantra, la frase “I know“. In realtà il cantante riteneva il pezzo assai debole proprio in quella parte: la reiterazione di “I know” era inizialmente un riempitivo, messo lì in attesa di trovare un verso che fosse più adatto a esprimere la propria malinconia. Furono i musicisti della band a insistere con il cantante affinché lasciasse il brano così com’era. 

Sono almeno centocinquanta le cover fatte nel corso degli anni da parte di artisti del calibro di Michael Jackson, Al Jarreau, Leonard Cohen, Tom Petty, Sting, Tori Amos. Il brano venne utilizzato anche in molte colonne sonore di film, tra cui Nottingh Hill. In molti forse la ricordano, reinterpretata da Van Morrison, nella sequenza in cui Hugh Grant passeggia per Portobello Road dopo essere stato mollato per la seconda volta da Julia Roberts.

Anche il singolo successivo Lean on me, incluso nel disco del 1972 Still Bill, riscuote grossi riconoscimenti. 

Era il mio secondo album e quindi potevo permettermi di comprarmi un piccolo piano elettrico Wurlitzer. Me ne stavo seduto lì, facendo scorrere le dita su e giù per il piano, quando mi è passata per la testa questa frase 'lean on me', appoggiati a me, quindi mi sono chiesto come poter arrivare a questa conclusione. Cosa avrei potuto dire per concludere il discorso con 'lean on me'? Ecco, quel testo è nato a... rovescio! La musica è venuta di conseguenza.


Nel 1974 viene pubblicato il terzo album +'Justments in cui collabora come musicista anche José Feliciano alla chitarra e congas. Nello stesso periodo Whiters collabora con artisti come Gladys Knight, James Brown, Etta James e B.B. King.

Dopo la fine di una battaglia legale con la Sussex, firma per la Columbia Records, con la quale realizza Making Music (1975), Naked and Warm (1976), Menagerie (1977) e ‘Bout Love (1978).

A causa di contrasti con la Columbia, Withers concentra le proprie energie su nuove collaborazioni, fra cui la più importante resta quella con il sassofonista Grover Washington Jr., con cui incide il brano Just the Two of Us, altro grande successo da classifica (ripreso poi da Will Smith) che nel 1982 vince un Grammy Award. 

Nel 1985, subito dopo la pubblicazione Watching You, Watching Me, la Columbia interrompe il contratto con Bill Withers. Ciononostante, nel 1987, l'artista vince il terzo Grammy come autore di Lean on Me, ripubblicata in una cover dei Club Nouveau. Nel 1988 un remix di Lovely Day, brano originariamente pubblicato nel 1977, entra nella top ten britannica.

Nel 2005 Bill Whiters viene incluso nella Songwriters Hall of Fame.

Nel 2007 Lean on me è inserita nella Grammy Hall of Fame.

Il brano Lovely Day è entrato a far parte della colonna sonora dei film 127 ore (2010), Scuola per canaglie (2006) e Pets - Vita da animali (2016)