Dante in viaggio nei regni ultraterreni

    Inferno, Purgatorio e Paradiso tra rappresentazione medievale e teatro di massa

    01 lug 2019 > 14 lug 2019

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    Purgatorio è la seconda parte del monumentale trittico con cui Ravenna Festival e Teatro delle Albe hanno accolto la sfida di trasformare in teatro la Commedia di Dante.

    La Chiamata pubblica per la Divina Commedia, inaugurata nel 2017 con Inferno, ripensa l'opera tra sacra rappresentazione medievale e teatro di massa di Majakovskij, facendo della città un palcoscenico, dei cittadini la sostanza corale in cui l'opera rivive, dello spettatore Dante stesso in viaggio nei regni ultraterreni.

    Il progetto si concluderà con Paradiso nel 2021, settimo centenario della morte di Dante. 
     

    Il Purgatorio è la cantica del ricominciare. Si può ricominciare? Si può ancora sorridere, dopo che l’angoscia ci ha serrato il cuore con le sue tenaglie, fin quasi ad arrestarlo? Certo che si può. È come ritornare sui banchi di scuola e apprendere una lingua nuova. Abbiamo sfogliato il catalogo degli orrori, abbiamo scrutato nel buio di quei volti malvagi che sono il nostro, ora apprendiamo l’alfabeto della compassione. Al buio fa seguito l’azzurro. Davanti a Dante, i penitenti sono al contempo allievi e maestri: mettono Dante e il lettore e sé stessi sulla via di una vita nuova. Il Purgatorio è la cantica del “noi”, dei cori che cantano la propria allegrezza, dell’ascendere insieme. “Non v’accorgete voi che noi siam vermi / nati a formar l’angelica farfalla?
    Marco Martinelli e Ermanna Montanari