E' Primavera dei teatri

    A Castrovillari (CS) l' edizione numero venti del Festival

    25 mag 2019 > 01 giu 2019

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    Si svolge fino al 1° giugno a Castrovillari (CS) il Festival Primavera dei teatri, nuovi linguaggi della scena contemporanea, giunto quest’anno alla ventesima edizione.

    Il festival è ormai un polo di riferimento al Sud per la drammaturgia contemporanea e la nuova creatività e testimonia la volontà di un paese di una tra le regioni più disagiate del territorio italiano di diventare punto di riferimento per il dibattito culturale nazionale, confermando la volontà di sfidare la propria condizione di arretratezza culturale e contribuendo al processo di rinnovamento del linguaggio scenico in Italia.

    Il festival è anche un  cantiere di incontri e confronti tra artisti di diversa estrazione e generazione. Primavera dei Teatri ha contribuito negli anni all’ affermazione di molti artisti italiani dell’ultima generazione, alcuni dei quali consacrati in seguito da prestigiosi riconoscimenti. Appuntamento unico nel meridione, il festival riflette sulla società contemporanea, registra idee e interrogativi estetici, punta sui giovani anche rischiando molto. Diretto e organizzato da Scena Verticale, il festival giunge nel maggio 2019 alla ventesima edizione.

    Introducono il programma di quest’anno il Direttore artistico Dario De Luca e l’attrice Milvia Margigliano, che interpreta lo spettacolo Lo Psicopompo, diretto da De Luca.
     

    Nel corso di questi vent’anni, che forse ci sembrano ancora pochi, abbiamo collezionato edizioni che ci sono sembrate, e continuano a sembrarci, grandi imprese irraggiungibili, rischiose e improbabili. Abbiamo confezionato edizioni completamente al buio, senza sapere se saremmo riusciti ad ottenere i finanziamenti pubblici necessari per realizzarla. Qualcuna di queste edizioni è andata fuori stagione (c’è stata anche una Primavera dei Teatri “invernale”), abbiamo preso una bella boccata d’aria fresca in questi ultimi tre anni, ma già da domani respirare diventerà di nuovo un qualcosa da dover sperare. Nonostante questo, in ogni momento, con caparbietà, passione e fierezza, abbiamo percorso il filo teso del fare teatro, in una terra di disequilibri, piena di contraddizioni. In bilico come funamboli ci siamo mossi lungo la strada dell’arte, carichi d’adrenalina per la paura di rischiare e consapevoli che il vero rischio sarebbe stato fermarsi. Abbiamo seminato e raccolto tanto in termini di fatica, entusiasmo, scoperte, consensi, cambiamenti. E oggi, ritrovandoci con ormai un ventennio alle spalle, è come se il funambolo incarnasse la metafora perfetta di cosa significhi fare questo lavoro, un lavoro che in un certo senso sembra eleggere naturalmente questa figura artistica a simbolo dello stato dell’arte. Potremmo dire che oggi fare arte significa essere degli eccellenti funamboli: sempre in bilico, con la sola certezza del “qui e ora”».
    Dario De Luca