La morte e la fanciulla

    Torna la coppia Abbondanza - Bertoni

    15 gen 2019 > 15 mar 2019

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    La danza contemporanea  protagonista del nuovo spettacolo La morte e la fanciulla dei coreografi e registi Michele Abbondanza e Antonella Bertoni.


    In scena tre differenti "capolavori":
    Uno musicale: il quartetto in re minore "La morte e la fanciulla".
    Uno fisico: l'essere umano nell'eccellenza delle sue dinamiche.
    Uno spirituale-filosofico: il mistero della fine e il suo continuo sguardo su di noi.

    Come già Matthias Claudius nel testo del Lied e Franz Schubert nel quartetto d'archi in re minore, Abbondanza e Bertoni hanno seguito il tema della morte accompagnata a giovani figure femminili sul crinale di un confine oscuro tra sessualità e morte; nello spettacolo questi due aspetti sono così distinti: piano coreografico (la fanciulla) e piano video (la morte). 

     La danza e la musica di Schubert appartengono al mondo della "Fanciulla". Sul palcoscenico orizzontale la coreografia, una sorta di stenografia bruciante, segue rigorosamente, fino all'evidenza e all'eccesso, gli impulsi musicali: ottocenteschi e romantici. In questa direzione troviamo i corpi nella loro essenza: privi finanche di quell'ultima copertura possibile, fisica ed emotiva. Nudi, come al cospetto della morte.
     

    Abbiamo provato ad abbigliare, a mettere vari costumi alle danzatrici ma nessun abito era giusto come la loro nudità.
    Antonella Bertoni

    I
     Nei video diamo l'immagine che "la Morte" ha di noi. E’ uno sguardo sul contemporaneo: sfalsato e distorto, che ci restituisce un presente virtuale in antitesi con l’accadimento “live” della coreografia. Sul palcoscenico verticale (lo schermo), l'occhio della videocamera riflette la visione invadente e sempre presente dell'antagonista delle fanciulle. Il suono è quello silente del velato e inquietante respiro della morte, sospesa tra i quattro movimenti del quartetto d’archi.