Adriano

Adriano

L'imperatore mecenate

Adriano

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Appassionato di arte e di cultura, scrive poesia ed è mecenate generoso. Adriano nasce nel 76 d.C., da una ricca famiglia di origine spagnola. A diciotto anni entra a far parte di un collegio di giudici e comincia così la sua carriera politica. A ventiquattro la svolta: sposa Vibia Sabina, una parente di suo cugino Traiano, che nel frattempo è diventato imperatore. Alla morte di quest’ultimo nel 117 d.C., in virtù di un’adozione avvenuta in punto di morte, probabilmente organizzata dall’imperatrice Plotina, Adriano gli succede come imperatore. Sin da subito vara un vasto programma di riforme: vuole alleggerire la posizione degli schiavi e dare maggiore tolleranza nei confronti dei cristiani. Revisiona il processo civile con un editto pretorio, crea una vera e propria burocrazia imperiale, concede spazio e importanza ai nuovi funzionari provenienti dalla classe dei cavalieri. Favorisce la scolarizzazione e l’alfabetizzazione, dona ad Atene un biblioteca  e ne potenzia il ginnasio. Infatti è un grande estimatore della cultura greca, si merita il nomignolo di “graeculus” e si fa crescere la barba alla maniera ellenica. In politica estera abbandona l’espansionismo, conduce una politica mirata alla difesa e al consolidamento dei confini. Rinuncia alla conquista traianea della Mesopotamia, considerata indifendibile.

Appassionato di arte e di cultura, scrive poesia ed è mecenate generoso

Si vanta di riuscire ad ottenere più risultati con la diplomazia che con le armi, ma riforma comunque l’esercito per renderlo più forte e disciplinato. Dal 121 d.C. si dedica a viaggi in tutto l'Impero, dalla Gallia alla Britannia, poi la Germania, la Spagna e la Mauritania, vuole verificare le esigenze delle sue popolazioni e rendere più efficiente il sistema di difesa. Adriano ama le arti, ma in particolare è molto appassionato di architettura. II Pantheon di Roma è considerato il manifesto del suo talento e la sintesi dei suoi gusti.  Ne ordina la ristrutturazione completa, potrebbe scrivere il suo nome sul frontone e invece lascia quello del primo costruttore Agrippa, amico e genero di Augusto. Un segno di modestia e rispetto. A Roma c’è anche il suo mausoleo, Castel S. Angelo, il Ponte Elio e il tempio di Venere, il più grande dell’antica Roma. A lui si devono anche, la Biblioteca, il Ginnasio, il tempio di Giove Olimpio ad Atene e molte altre costruzioni in diverse città dell'impero. L’opera che però rimane nella storia per la sua bellezza ed eleganza è la sua residenza: Villa Adriana. Occupa una superficie di 120 ettari. Ci sono zone che si ispirano alla Grecia e all’Egitto, con l’uso di diversi materiali che vengono dall’Africa dall’Asia e dall’oriente. Nella villa si trova una riproduzione dell'Accademia, un liceo e soprattutto il Pecìle, il nome italianizzato del famoso portico di Atene, di cui resta solo una parete e l’enorme vasca nel mezzo.E poi il canale di Canòpo, l’antico porto sul Delta del Nilo con una riproduzione del tempio di Serapide. Il padiglione di Tempe e il Teatro Greco. La raffinatezza architettonica di Adriano, è visibile soprattutto nel così detto “teatro marittimo”, una piccola residenza quasi inaccessibile dall’esterno, dove l’imperatore ama ritirarsi e nuotare. Nel 123 d.C. durante un viaggio in Bitina, in asia Minore, l’imperatore Adriano conosce un giovane adolescente, Antinoo, se ne innamora e lo porta con lui. Diventa il suo favorito ed entra a far parte del seguito personale dell’imperatore. Qualche anno più tardi, mentre è in viaggio con una flottiglia sul Nilo, il giovane muore affogato, dopo essere scivolato fuori bordo. Da questo momento Adriano cambia profondamente. Diventa sospettoso e crudele. Tra il 132 e il 137 d.C., soffoca nel sangue una rivolta giudaica: proibisce di seguire la legge ebraica, mette a morte gli studiosi della Torah, brucia sul Monte del Tempio i rotoli sacri e arriva ad abolire il nome di Gerusalemme, da lui ribattezzata Aelia Capitolina in onore a Giove Capitolino. Quando sente avvicinarsi la fine, Adriano organizza con cura la sua successione, addirittura per due generazioni. Adotta Antonino Pio e gli fa adottare, a sua volta, Lucio Vero e Marco Aurelio, garantendo una lunga stirpe. Un imperatore a due volti, che ha lasciato però un segno ancora oggi tangibile.

 

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L'imperatore delle arti

La vita e le opere realizzate dall'imperatore Adriano. Mecenate, appassionato di arte, cultura, architettura. Ha lasciato un segno indelebile attraverso opere quali Castel Sant'Angelo, il Ponte Elio, il Tempio di Venere, la ristrutturazione del Pantheon. La sua opera principale rimane senza dubbio la sua residenza: Villa Adriana. Una costruzione che occupa una superficie di 120 ettari, ancora oggi visitata da milioni di turisti. Riviviamo il suo impero, la sua vita attraverso particolari delle opere che ci ha lasciato.