Sandro Pertini

Il presidente delle larghe maggioranze

Ricostruiamo la vita pubblica e privata di una delle figure più amate della politica italiana attraverso immagini d'epoca. Alessandro Pertini, per tutti Sandro, nasce a Stella (Savona) il 25 settembre 1896. Dopo avere partecipato alla Prima Guerra Mondiale con la carica di tenente dei mitraglieri, si iscrive nel 1924 al Partito Socialista e due anni dopo, nel 1926, viene condannato dal Regime fascista a cinque anni di confino. Riesce però a fuggire prima a Milano e poi a parigi, dove ottiene asilo politico. Ritorna in Italia nel 1929, viene nuovamente arrestato e condannato. Questa volta viene mandato otto anni al confino e nel 1943 torna libero. Non finiscono qui però le sue vicende giudiziarie, viene infatti arrestato e condannato a morte stavolta dai tedeschi. Riesce a sfuggire alla condanna, scappando dal carcere di Regina Coeli a Roma insieme a Giuseppe Saragat. Abbraccia la lotta partigiana diventando uno dei dirigenti del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia. Nel Dopoguerra contribuisce alla ricostruzione del Partito Socialista insieme a Pietro Nenni e Giuseppe Saragat, diventando anche uno dei Padri Costituenti. Tra il 1968 e il 1976 assume la carica di Presidente della Camera e l'8 luglio1978, in seguito alle dimissioni di Giovanni Leone, viene eletto Presidente della Repubblica con una maggioranza senza precedenti. Raccoglie ben 832 voti su 995 a disposizione.

Pertini imprime alla figura istituzionale che ricopre una caratterizzazione completamente nuova, fatta di maggior dinamismo, unito ad una comunicazione semplice e molto efficace.

Tutto questo lo porta a raccogliere un larghissimo consenso popolare, consolidato dal suo atteggiamento schietto e forte in alcuni momenti cruciali della storia del Paese. Termina il suo mandato nel 1985, assumendo la carica di senatore a vita e scompare il 24 febbraio 1990, lasciando un segno indelebile nella storia italiana del XX secolo.