Il teatro di Pirandello in Turchia

    L'Enrico IV messo in scena ad Ankara

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    Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica la di tutte le vostre costruzioni!                                


    Questo prezioso filmato d'epoca ci porta in Turchia, ad Ankara, nel 1968. Sulla scia delle celebrazioni per il centenario della nascita di Luigi Pirandello, il Teatro Nazionale ha deciso di produrre l' Enrico IV affidandone la regia all'italiano Maurizio Scaparro. Ecco dunque la cronaca di quella rappresentazione in una città ricca di fermenti culturali anche teatrali, tanto che vi si rappresentavano già i testi di Ionesco e di altri drammaturghi all'avanguardia.
    L'Enrico IV, uno dei capolavori del drammaturgo agrigentino, scritto nel 1921, è incentrato sul dramma della solo simulata pazzia e della vendetta che il protagonista si prende nei confronti dei suoi antichi persecutori. Scaparro punta ad una messinscena che elimini tutte le sovrastrutture del testo per farne un prodotto dell'alienazione contemporanea. Le immagini documentano sia le prove che la prima  dello spettacolo, che ottenne uno strabiliante successo, riscuotendo entusiastiche recensioni dei critici, quali Raul Radice del Corriere della Sera, che candidò lo psettacolo alla successiva edizione del Festival della Prosa di Venezia.

    Luigi Pirandello nasce nel 1867 ad Agrigento da una famiglia borghese di agiate condizioni. Dopo il liceo si iscrive all’Università di Palermo, poi alla facoltà di lettere a Roma e successivamente si trasferisce all’Università di Bonn, in Germania, dove nel 1891 si laurea in filologia romanza. Dal 1892 si trasferisce a Roma e si dedica completamente alla letteratura. Nel 1893 scrive il suo primo romanzo, L’esclusa, e nel 1894 pubblica una prima raccolta di racconti, Amori senza amore. Nello stesso anno sposa ad Agrigento Maria Antonietta Portulano. Nel 1896 scrive la sua prima commedia, Il Nibbio. Dal 1908 diventa docente di ruolo presso l’Istituto Superiore di Magistero di Roma. Nel frattempo pubblica saggi e articoli su varie riviste, tra cui il “Marzocco”. Nel 1903, a causa di un allagamento della miniera di zolfo in cui il padre aveva investito, avviene il dissesto economico della famiglia di Pirandello. A questa notizia la moglie ha una crisi che sprofonda in follia. Perse le rendite, Pirandello è costretto ad intensificare la produzione di novelle e romanzi (1904-1915). Scrive inoltre soggetti per film per l’industria cinematografica. Dal 1910 Pirandello ha il primo contatto con il teatro, rappresentando Lumìe di Sicilia e La morsa. Dal 1915 la produzione teatrale si infittisce: tra il 1916 e il 1918 scrive Pensaci Giacomino!, Loilà, Così è (se vi pare), Il piacere dell’onestà, Il giuoco delle parti. Dal 1920 il teatro di Pirandello inizia ad avere un enorme successo: del 1921 sono i Sei personaggi in cerca di autore, che rivoluzionano il linguaggio drammatico. I drammi pirandelliani vengono rappresentati in tutto il mondo, e Pirandello segue le compagnie in Europa e in America. Dal 1925 assume da direzione del Teatro d’arte a Roma. Si iscrive al partito fascista, così da avere appoggi da parte del regime. Negli ultimi anni di vita Pirandello si dedica alla pubblicazione delle sue opere: Novelle per un anno (novelle) e Maschere nude (teatro). Nel 1934 gli viene assegnato il Premio Nobel per la Letteratura. Si ammala di polmonite e muore nel 1936, lasciando incompiuto I giganti della montagna.