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PRIMO LEVI

L’uomo, lo scrittore, il testimone

Se questo è un uomo
legge Paolo Bonacelli


Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano da voi.

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Cenni biografici

Primo Levi nasce a Torino il 31 luglio 1919 da una famiglia ebraica. Con l’introduzione delle leggi razziali ha difficoltà a proseguire gli studi, ma riesce comunque a laurearsi in chimica nel 1941. Nel 1943 entra in contatto con un gruppo di partigiani operanti in Val d'Aosta, e nel dicembre dello stesso anno viene arrestato dalla milizia fascista e deportato con altri ebrei prima a Fossoli, vicino Carpi, e poi nel campo di concentramento di Auschwitz. Il suo romanzo Se questo è un uomo, racconta le drammatiche esperienze nel lager nazista. Primo Levi è tra i pochissimi a far ritorno dai campi di concentramento e sente il dovere del racconto e della testimonianza. Il suo romanzo Se questo è un uomo, scritto tra il 1945 e il 1947, è diventato un classico della letteratura mondiale, dopo essere stato rifiutato da molti editori ed essere stato infine pubblicato da De Silva in una tiratura limitata. Nel 1963 pubblica La tregua, che vince la prima edizione del Premio Campiello e diventa poi un film per la regia di Francesco Rosi. Nel 1975 va in pensione e si dedica a tempo pieno all'attività di scrittore: pubblica la raccolta di racconti Il sistema periodico, in cui episodi autobiografici e racconti di fantasia vengono associati ciascuno a un elemento chimico. La chiave a stella del 1978 vince l’anno successivo il Premio Strega. Nel 1982 in Se non ora, quando? racconta le avventure di un gruppo di partigiani ebrei che tendono imboscate ai tedeschi sul fronte orientale. Il libro vince nel 1982 il Premio Campiello e il Premio Viareggio. Con I sommersi e i salvati (1986) torna sul tema dell'Olocausto, analizzando in forma saggistica la sua esperienza. Viene trovato morto l’11 aprile 1987 alla base della tromba delle scale della sua casa di Torino.

L’uomo Levi e i suoi interessi

Levi si racconta

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Claudio Gorlier e Marinella Venegoni, conduttori del programma VIP, Very Important Piemontesi, curato da Bruno Gambarotta, intervistano Primo Levi sui suoi ricordi, la sua famiglia, l’ebraismo, la scrittura, la Germania e la sua piemontesità (1981).

Gad Lerner ricorda Primo Levi

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Primo Levi, Il mestiere di ricordare è una puntata del Pinocchio di Gad Lerner dedicata a Primo Levi, partendo dalla testimonianza di Luciana Nissim che era con Levi sul vagone verso Auschwitz. Fra gli ospiti: Bruno Vasari, Jean Samuel, Stefano Levi Della Torre, Salvatore Natoli e Franco Cassano. Antiche canzoni ebraiche interpretate da Moni Ovadia (1997).

Gli sci di Primo Levi

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Il documentario realizzato da Bruna Bertani con la regia di Paola Toscano per Rai5. Filo conduttore è Yves Francisco, il falegname arrestato nel 1943 insieme a Primo Levi. Parlano di Levi: Anna Bravo, Carlo Ginzburg, Liliana Segre, Walter Barberis, Alberto Cavaglion, Ernesto Ferrero, Giovanni Tesio, Piero Bianucci, Renato Portesi, Stuart Woolf, Domenico Scarpa.


Timeline →

  1. nasce a Torino
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  2. si laurea con lode in chimica nonostante le leggi razziali
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  3. entra nel Partito d'Azione clandestino
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  4. autunno: si unisce a un gruppo partigiano sulle montagne in Valle d'Aosta
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  5. viene arrestato dai fascisti e mandato nel campo di Fossoli presso Carpi
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  6. viene fatto salire su un treno merci per Auschwitz, in Polonia, con altri 650 ebrei
  7. l’Armata Rossa libera il campo di Auschwitz. È tra i 20 sopravvissuti di quel gruppo di ebrei
  8. prima edizione di Se questo è un uomo per De Silva Editore (dopo il rifiuto di Einaudi e altri editori) a cura di Franco Antonicelli in 2.500 copie
  9. nuova edizione per Einaudi di Se questo è un uomo che ha un immediato successo, ed è tradotta subito in diverse lingue tra cui il tedesco
  10. vittoria alla 1° edizione del Premio Campiello con La tregua
  11. pubblica Storie naturali con lo pseudonimo di Damiano Malabaila
  12. pubblica la raccolta di racconti Il sistema periodico
  13. vittoria al Premio Strega con La chiave a stella (1978)
  14. pubblica Lilìt e altri racconti, una raccolta di scritti dal 1975 al 1981
  15. vittoria al Premio Campiello e al Viareggio con Se non ora quando?
  16. pubblicazione de I sommersi e i salvati
  17. muore a Torino precipitando nella tromba delle scale del suo appartamento

Auschwitz e Se questo è un uomo

Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo
EP 1

Prima puntata di Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo, a cura di Anna Amendola e Giorgio Belardelli, regia di Gianfranco Albano: un viaggio in treno con Primo Levi trent’anni dopo la sua deportazione ad Auschwitz. L’incontro a Strasburgo con Jean Samuel, il “Pikolo del Kommando” in Se questo è un uomo.

Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo - EP 1

Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo
EP 2

Seconda puntata di Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo. L’unico aspetto positivo per Levi dell’esperienza nel lager è che gli ha insegnato a scrivere.

Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo - EP 2

Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo
EP 3

Terza puntata di Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo. Levi rievoca il lavoro di chimico che lo ha aiutato a sopravvivere al lager .

Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo - EP 3

Scrivere sul campo di concentramento

In un’intervista del 25 gennaio 1975 al telegiornale Primo Levi parla dei suoi incontri con le scuole sulla sua esperienza in campo di concentramento, del pericolo fascista che è ancora presente nella nostra società e della lingua tedesca imparata ad Auschwitz.

tg

Auschwitz, la lunga ombra

Primo Levi su Joseph Mengele e sui suoi esperimenti fatti nel lager sui gemelli. Levi respinge l’idea della colpa collettiva ma parla della deliberata volontà di ignorare quanto avveniva nei campi di sterminio da parte dei tedeschi (Tg2 Dossier, 16 maggio 1979).

Tg2 Dossier

Il veleno di Auschwitz

Nel 1984 Lúcia Borgia In rifarsi una vita, Il veleno di Auschwitz intervista Primo Levi sulla sua esperienza di deportato nel campo di sterminio di Auschwitz dal 1944 al 1945.

Il veleno di Auschwitz - Intervista a Primo Levi

Ritorno ad Auschwitz

Dopo quarant'anni, Primo Levi torna ad Auschwitz, in Polonia, dove ha vissuto la tragedia della deportazione. Edith Bruck introduce il documentario diretto da Daniel Toaff per Sorgente di vita, la rubrica religiosa del Tg2 nel 1983.

Ritorno ad Auschwitz

Fotogallery

Copertine

Il ritorno e il romanzo La tregua

La tregua vince il Campiello

Premio Campiello


Intervistato dopo la vittoria al Campiello (4 settembre 1963), Primo Levi parla del suo libro come il racconto del lungo viaggio che lo riportò a Torino dal campo di concentramento attraverso la Polonia e la Russia.

La scrittura de La tregua

L'approdo


Primo Levi parla con Luigi Silori di Se questo è un uomo e de La tregua a L’approdo (27 settembre 1963). Il secondo libro è la stesura dei racconti fatti agli amici sugli esemplari umani incontrati durante il viaggio di ritorno.

La tregua: dal libro al film

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Interviste a John Turturro e Francesco Rosi, rispettivamente interprete e regista del film tratto da La Tregua di Primo Levi.


L’amore per la chimica e Il sistema periodico

Lettura integrale a Radiotre

Il sistema periodico, scritto nel 1975, si compone di 21 racconti, intitolati ciascuno a un elemento chimico: Idrogeno, Zinco, Potassio, Nichel e così via, fino a comporre una sintesi della tavola degli elementi di Mendeleev. Nel libro c’è la storia personale di Levi, la storia della sua generazione calpestata dal fascismo e c’è la storia dei chimici che lottano con la materia per carpirne i segreti. L’ultimo racconto Carbonio è un omaggio al doppio legame di Levi con la chimica e la scrittura. Elio De Capitani lo ha letto per Radio Tre.

Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo - EP 1

I Numeri

174.517
il numero con cui fu registrato nel campo di concentramento.
10
mesi trascorsi nel campo di concentramento di Auschwitz.
20
sopravvissuti sui 650 deportati col suo stesso treno.
7
i paesi attraversati da Primo Levi durante il lungo viaggio di ritorno in Italia (Polonia, Bielorussia, Ucraina, Romania, Ungheria, Germania e Austria).

1500
copie vendute della 1° edizione di Se questo è un uomo, su una tiratura di 2.500 copie.
18
le edizioni italiane di Se questo è un uomo, di cui l’ultima (2013) l’audiolibro letto da Roberto Saviano.
41
(almeno) le lingue straniere in cui sono state tradotte le opere di Primo Levi.
7
i premi letterari italiani conseguiti (Bagutta, Campiello, Strega, Grinzane Cavour, Viareggio, Feltrinelli, Stresa).

L’elogio del lavoro e La chiave a stella

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Primo Levi viene intervistato su La chiave a stella in cui Faussone, operaio specializzato nel montaggio di ponti, tralicci e gru racconta al narratore le sue esperienze di lavoro. “Esiste una possibilità di trovare gratificazione nel proprio lavoro” dice Levi, che indica nei ragazzi i lettori ideali di questo volume (10 dicembre 1978).


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4 luglio 1979: Primo Levi vince il 33° Premio Strega con il romanzo La chiave a stella. Prima della votazione finale lo intervista Luciano Luisi.


Tre libri

Lìlit e altri racconti

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Nella raccolta Lilìt e altri racconti Primo Levi segue tre filoni. "Passato prossimo" prosegue i temi di Se questo è un uomo e de La tregua; "Futuro anteriore" si attiene ai temi di Storia naturale e di Vizio di forma; il terzo gruppo contiene pochi racconti realistici (14 gennaio 1982).


Se non ora quando?

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4 settembre 1982: Primo Levi vince la 20° edizione del premio Campiello con Se non ora quando? che lui definisce il libro della ricerca di un’identità.


I sommersi e i salvati

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Frediano Sessi parla de I sommersi e i salvati, il libro del 1986 con cui Primo Levi torna al tema del campo di concentramento affrontando il tema della zona grigia, l’area in cui chi si trova a essere vittima cerca di acquisire privilegi contro i propri compagni di sventura.


La forza profetica


22 dicembre 1986: Ennio Mastrostefano parla con Primo Levi dei cambiamenti avvenuti nel Novecento, delle nuove paure che dobbiamo affrontare, della sua fiducia nei giovani.

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AFORISMI

A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni straniero è nemico». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all'origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager.
Se questo è un uomo


Non so, e non mi interessa sapere, se nel mio profondo si annidi un assassino, ma so che vittima incolpevole sono stato ed assassino no; so che gli assassini sono esistiti, non solo in Germania, e ancora esistono, e che confonderli con le loro vittime è una malattia morale o un vezzo estetistico o un sinistro segnale di complicità; soprattutto, è un prezioso servigio reso (volutamente o no) ai negatori della verità.
I sommersi e i salvati


Il fascismo non era soltanto un malgoverno buffonesco e improvvido, ma il negatore della giustizia; non aveva soltanto trascinato l'Italia in una guerra ingiusta ed infausta, ma era sorto e si era consolidato come custode di un ordine e di una legalità detestabili, fondati sulla costrizione di chi lavora, sul profitto incontrollato di chi sfrutta il lavoro altrui, sul silenzio imposto a chi pensa e non vuole essere servo, sulla menzogna sistematica e calcolata.
Il sistema periodico


Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.
Un passato che credevamo non dovesse tornare più, Corriere della sera, 8 maggio 1974


Quando c'è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle scarpe, in secondo alla roba da mangiare; e non viceversa, come ritiene il volgo: perché chi ha le scarpe può andare in giro a trovar da mangiare, mentre non vale l'inverso.
La tregua


Ognuno è l'ebreo di qualcuno.
Se non ora, quando?


Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.
Se questo è un uomo


Devo dire che l'esperienza di Auschwitz è stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. [...] C'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.
Ferdinando Camon, Conversazione con Primo Levi




Per approfondire

Per approfondire la conoscenza di Primo Levi ed essere informati sulle iniziative in suo ricordo: Centro Internazionale di Studi Primo Levi.
http://www.primolevi.it/Web/Italiano