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Alfredo Pirri
Spazio, luce, passi
Luce, spazio, forma. Sono gli elementi centrali della poetica di Alfredo Pirri (Cosenza, 1957) orientata, sin dagli esordi, ad oltrepassare l'anacronistica soglia della superficie pittorica, senza però azzerare mai il progetto e il processo del dipingere, integrato in un lavoro interdisciplinare che coniuga e intreccia le diverse arti: pittura, scultura, lavori su carta, architettura. Intrecci visibili in molte delle sue opere e delle sue installazioni.Le opere ci aiutano a comprendere meglio gli spazi e il mondo, anche se, quando ci portano più vicini ad essi, tanto da illuderci di possederli, ci lasciano da soli in loro prossimità, senza strumenti di comprensione e partecipazione veri.
Alfredo Pirri
In questa prima parte dell'intervista rilasciata a Rai Cultura, l'artista ripercorre le tappe fondanti di un percorso avviato negli anni Ottanta, con la serie delle Squadre plastiche, sculture a parete dove la ricerca sulla luce e il colore si traduce in una meditazione sul valore e la funzione dell'ombra e in un dialogo dell'opera con lo spazio circostante.
Parola chiave nel processo creativo dell'artista è trasformazione della materia: ogni elemento entra in un rapporto dialettico con elementi dalle proprietà opposte, sembra esaltare e smentire se stesso per dare origine ad una diversa e altra entità. Nella serie di installazioni site-specific Arie, l'artista dispiega una narrazione astratta dove confluiscono plexiglass, piume e colore in un fluire cromatico e materiale indistinto. Il risultato è un fenomeno luminoso che muta in relazione allo spazio e col mutare della luce ambientale.
Alfredo Pirri: dalla serie Arie, installazione a Palazzo d’Avalos, Procida, 2015
Una caratteristica fortemente connotante il percorso artistico di Alfredo Pirri, è l’impiego delle mezze sfere: una delle strategie più evocative attraverso cui l’artista esplora la relazione tra forma, luce e percezione. Questi elementi, spesso disposti in costellazioni, si inseriscono nello spazio in modo discreto ma potentissimo, producendo uno spostamento dello sguardo che coinvolge l’osservatore in un processo di continua ridefinizione del visibile. Le mezze sfere di Pirri, realizzate generalmente in materiali trasparenti, lattei o colorati, assumono la funzione di micro-architetture sensibili. Pur nella loro apparente semplicità, esse introducono variazioni ottiche, piccole distorsioni, ingrandimenti o attenuazioni della luce che modificano la lettura dell’ambiente circostante.Vorrei tanto che l'esperienza spaziale potesse in un certo senso ricordarci quella pittorica.
Alfredo Pirri
Alfredo Pirri: Ritratto di Palazzo. Palazzo Boncompagni, Bologna, 2025
Tra i progetti più noti, creati dall'inizio degli anni Duemila, c’è Passi, una serie di installazioni composte da pavimenti di vetro specchiante che vengono volutamente frantumati dal passaggio dell’artista o del pubblico. Le lastre infrante generano un paesaggio visivo dove il camminare si trasforma in un gesto simbolico che racconta memoria, instabilità e rinnovamento. Passi mette in scena un equilibrio tra bellezza e rottura, ordine e vulnerabilità, un'operazione che riattiva la memoria dei luoghi, spesso carichi di stratificazioni storiche, ponendo domande su come gli spazi pubblici e istituzionali possano essere riabitati attraverso un gesto artistico. La presenza del corpo diventa così strumento di conoscenza, misura e perturbazione.
Alfredo Pirri nato a Cosenza nel 1957, vive e lavora a Roma, dove insegna all’Accademia delle Belle Arti. ll suo lavoro spazia tra pittura, scultura, lavori su carta e opere ambientali. Ha esposto le sue opere in numerose mostre nazionali e internazionali, tra cui: Biennale Architettura, Venezia (2025); Palazzo Boncompagni, Bologna (2025); Fondazione Berengo, Murano (2024); Museo MAXXI, Roma (2023); Castello Maniace, Siracusa (2021); Museo Nazionale Romano - Palazzo Altemps, Roma (2018); MACRO, Roma (2017); Museo Novecento, Firenze (2015); London Design Festival, Londra, UK (2015); GNAM - Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma (2013); Palazzo Te, Mantova (2013); Project Biennial D-0 ARK Underground Konjic, Bosnia Herzegovina (2013), dove la sua installazione Passi è in esposizione permanente; Museo Archeologico Nazionale Reggio Calabria con l’opera permanente Piazza (2011); Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro (2007); Maison Européenne de la Photographie, Parigi, Francia (2006); Biennale dell’Avana, Cuba (2001); Accademia di Francia - Villa Medici, Roma (2000); MoMa PS1, New York, USA (1999); Walter Gropius Bau, Berlino, Germania (1992). Nel 1988 ha partecipato alla 43° Biennale di Venezia. Nel 2023 Alfredo Pirri ha ricevuto la laurea honoris causa in “Architettura – Progettazione Architettonica” da parte dell’Università degli Studi di Roma Tre.
Alcuni contributi filmati presenti nel servizio sono estratti dai seguenti video: RItratto di Palazzo, Palazzo Boncompagni, Bologna 2025; Passi, Palazzo Altemps, 2023: Passi, Certosa di Padula; Vice Versa - Dal Castello Maniace di Siracusa allo stabilimento Buzzi Unicem di Augusta, 2022
Foto di copertina: Alfredo Pirri, Passi, GNAMC 2025 - Roma