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Alfredo Pirri
Architettura, memoria, tempo
Alfredo Pirri (Cosenza, 1957), costruisce una pratica artistica in cui architettura, pittura, scultura e installazione si incontrano in una tensione continua, fertile e inedita. La sua esperienza, sviluppata a partire dagli anni Ottanta, non è confinabile in un’unica disciplina: piuttosto, Pirri utilizza strumenti concettuali e materiali appartenenti all’arte e all’arte spaziale per mettere in discussione la nostra percezione dello spazio costruito, trasformandolo in luogo di esperienza sensoriale e riflessione esistenziale.
Sala Cielo - Teatro Kursaal Santalucia di Bari, 2021
Un intervento significativo del procedere di Pirri in contesti architettonici fortemente connotati è Piazza (2010), concepito come opera permanente inserita nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Qui l’arte e l’architettura non si sovrappongono ma si intrecciano, configurando uno spazio di relazione tra collezione, architettura museale e città. L’opera trasforma la corte coperta del museo in un luogo di incontro, riflessione e contatto sensoriale con la materia storica e contemporanea.
Nel 2023 ad Alfredo Pirri è stata conferita la laurea honoris causa in "Architettura - Progettazione Architettonica" dall'Università degli Studi di Roma Tre, a testimonianza di come una ricerca artistica possa produrre conoscenza architettonica senza necessariamente aderire ai codici disciplinari tradizionali.
In copertina: Prospettive con orizzonti - Auditorium del Maggio Musicale Fiorentino, Firenze, 2022 Foto di Giorgio Benni
In questa seconda parte dell'intervista rilasciata a Rai Cultura, Alfredo Pirri presenta alcuni progetti esemplificativi dei suoi interventi architettonici in contesti urbani. Il lavoro di Pirri sfida la tradizionale separazione tra arte e architettura soprattutto attraverso opere inserite all’interno o in dialogo diretto con luoghi architettonici specifici. Questi progetti non si limitano ad occupare lo spazio, ma ne ridefiniscono le qualità percettive, sociali e simboliche. Pirri concepisce lo spazio architettonico come luogo di relazione, capace di accogliere la presenza umana e di suscitare un dialogo tra interno ed esterno, tra individuo e collettività. La sua ricerca, come egli stesso ha sottolineato, attraversa i confini delle discipline per porsi come un intervento politico sullo spazio, un invito a mostrare “qualcosa di necessario alla sopravvivenza stessa”, un impegno verso l’esistenza stessa dell’esperienza spaziale.Pirri opera costantemente sulla soglia: tra pieno e vuoto, tra superficie e profondità, tra funzione e contemplazione. La sua pratica si inscrive in un territorio liminale dove l’arte assume una responsabilità architettonica, e l’architettura si apre a una dimensione poetica e sensoriale.
Sala Cielo - Teatro Kursaal Santalucia di Bari, 2021
Un intervento significativo del procedere di Pirri in contesti architettonici fortemente connotati è Piazza (2010), concepito come opera permanente inserita nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Qui l’arte e l’architettura non si sovrappongono ma si intrecciano, configurando uno spazio di relazione tra collezione, architettura museale e città. L’opera trasforma la corte coperta del museo in un luogo di incontro, riflessione e contatto sensoriale con la materia storica e contemporanea.
Nel lavoro di Alfredo Pirri l’architettura è una materia viva che l’artista attraversa, interroga e trasforma. Ogni suo intervento nasce da una lettura attenta dello spazio: delle proporzioni, della luce, della storia stratificata nei muri, ma anche delle possibilità d’uso e di relazione che quell’architettura può generare. A Firenze, con l’opera Prospettive con orizzonti, che nasce come copertura del nuovo auditorium del Maggio Musicale Fiorentino, Pirri si misura con l’ordito architettonico costituito da linee e volumi regolari e iterativi caratteristico delle architetture rinascimentali. Da questo ritmo prende ispirazione facendone il motivo ricorrente del lavoro che si sviluppa su una superficie estesa oltre duemila metri quadri.Con Piazza, ho cercato di riassumere in una forma unica tre spazialità, caratteri e capitoli, tre motivi che stanno alla base dell’idea stessa di museo: La Piazza, Il Teatro, Il Libro.
Il percorso umano e artistico di Pirri è attraversato da un dialogo ideale con Antonio Gramsci: un confronto intimo e formale con il pensatore simbolo dell'opposizione al fascismo, modello di resistenza silenziosa in cui l’ordine, l’isolamento e la disciplina assumono un valore politico profondo. La riflessione costante su una figura di così grande valore etico ed estetico si è concretizzata in una serie di opere di carattere architettonico e ambientale. In particolare, in questa intervista l'artista ricorda il progetto per Turi, luogo di detenzione di Gramsci, un'installazione architettonica alla base di successive varianti esportate in altri contesti urbani. L’opera, ideata come metafora di una prigionia che si apre alla visione esterna, rende sensibile la tensione tra costrizione e libertà, tra interno ed esterno, che attraversa tanto l’esperienza carceraria di Gramsci quanto la riflessione artistica di Pirri. L’arte, in questa prospettiva, non illustra la politica, ma ne rielabora le condizioni di possibilità, trasformando l’esperienza della prigionia in uno spazio di luce, pensiero e visione.Io non manifesto nessuna volontà di andare incontro alla tradizione, ma non posso fare altro che sentirla dentro di me come qualcosa di vivente.
Nel 2023 ad Alfredo Pirri è stata conferita la laurea honoris causa in "Architettura - Progettazione Architettonica" dall'Università degli Studi di Roma Tre, a testimonianza di come una ricerca artistica possa produrre conoscenza architettonica senza necessariamente aderire ai codici disciplinari tradizionali.
In copertina: Prospettive con orizzonti - Auditorium del Maggio Musicale Fiorentino, Firenze, 2022 Foto di Giorgio Benni