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Michelangelo tra classicismo e invenzione
Un caso di sperimentazione plastica: l'ordine a erma
In questo intervento Federico Bellini, docente presso l'Università di Camerino e coordinatore nazionale del progetto MetaMic, affronta uno dei nodi centrali della figura di Michelangelo: il rapporto complesso e fecondo tra classicismo e invenzione. Michelangelo emerge come un artista e architetto di straordinaria ambizione creativa, profondamente orientato alla ricerca dell’originalità, spinto da un impulso personale che esaspera un principio già presente nella cultura occidentale fin dall’antichità greca: la tensione tra tradizione e differenza.
Le interviste sono state realizzate in occasione del convegno Michelangelo Buonarroti e l'Architettura - Roma, Accademia Nazionale di San Luca (28-29 gennaio 2026)
Anche Michelangelo si colloca all’interno di una continuità culturale che però reinventa in modo radicale. Nel confronto con l’ambiente romano dominato da Bramante, Raffaello e Antonio da Sangallo, la sua posizione si distingue nettamente: invece di aderire a un canone di elementi architettonici stereotipati derivati dall’antico, Michelangelo individua principi generali e astratti dell’ordine architettonico, da declinare liberamente attraverso il concetto fiorentino di varietà. Questa visione produce un linguaggio architettonico potentissimo, rigoroso nei principi statici, costruttivi e geometrici, ma al tempo stesso aperto alla sperimentazione plastica. Emblematico è il caso dell’erma, elemento ibrido tra scultura e architettura, introdotto dall'artista nella tomba di Giulio II e negli elementi compositivi del Palazzo dei Conservatori, che Michelangelo rielabora progressivamente sottraendo la componente naturalistica fino a giungere a forme completamente astratte. Invenzioni formali che pongono le basi di una nuova concezione del linguaggio architettonico, anticipando sviluppi decisivi del barocco romano e influenzando profondamente architetti come Borromini.Un linguaggio architettonico potentissimo, rigoroso nei principi statici, costruttivi e geometrici, ma al tempo stesso aperto alla sperimentazione plastica.
Le interviste sono state realizzate in occasione del convegno Michelangelo Buonarroti e l'Architettura - Roma, Accademia Nazionale di San Luca (28-29 gennaio 2026)