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Castel Sant'Angelo riapre le Sale Cambellotti
Un viaggio tra decorazione, memoria e arti tessili
Fino al 6 settembre 2026 Castel Sant’Angelo le Sale Cambellotti, straordinari ambienti decorati da Duilio Cambellotti tra il 1925 e il 1926 e situati accanto alla celebre terrazza dell’Angelo sono aperte al pubblico. L’occasione è la mostra Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia, curata da Luca Mercuri, direttore del Pantheon e Castel Sant’Angelo, con la collaborazione scientifica dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti e sotto il coordinamento di Chiara Capulli.
Le sale – Sala delle Colonne, Sala dei Reparti d’Assalto e Sala della Cavalleria – furono progettate per custodire le bandiere dei reggimenti disciolti dopo la Prima Guerra Mondiale. Cambellotti trasformò questo incarico celebrativo in un’opera di grande forza poetica e simbolica, dove armi, cavalli, vessilli e motivi vegetali diventano elementi di un linguaggio decorativo essenziale e modernissimo.
Abbigliamento cerimoniale femminile, 1911. Seta verde moirè ricamata con filati di seta policroma. Già di proprietà di Maria Capobianco Cambellotti. CSA II-911 a-e
La mostra mette in dialogo le decorazioni monumentali con opere provenienti dall’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti – disegni, sculture, tempere, manifesti – e con una preziosa raccolta di tessili appartenuti all’artista, esposti per la prima volta dopo il restauro. Tra questi spiccano stoffe anatoliche acquistate a Costantinopoli nel 1898, testimonianza delle suggestioni visive che alimentarono la ricerca dell’artista.
Cambellotti era un autodidatta capace di attraversare epoche e geografie diverse», spiega Luca Mercuri. «Nelle sale di Castel Sant’Angelo la sua visione trova una sintesi unica, dove natura e memoria della guerra convivono in una narrazione fortemente contemporanea».
La riapertura si inserisce nelle celebrazioni per il centenario di Castel Sant’Angelo come museo nazionale e coincide anche con i 150 anni dalla nascita dell’artista. Un importante intervento conservativo e un nuovo impianto di illuminazione restituiscono oggi piena leggibilità alle decorazioni delle volte.
Grande attenzione è stata dedicata anche all’accessibilità: il percorso comprende supporti tattili, pannelli in braille, racconti sonori e strumenti di visita virtuale, con l’obiettivo di ampliare la fruizione del patrimonio anche in un contesto monumentale complesso come Castel Sant’Angelo.
Questa mostra dimostra quanto il dialogo tra istituzioni culturali e la collaborazione tra pubblico e privato possano generare progetti capaci di ampliare concretamente la conoscenza e la fruizione del patrimonio» – dichiara Massimo Osanna, Direttore generale Musei. «La donazione dei tessili appartenuti a Cambellotti consente infatti di arricchire il racconto delle sale in modo coerente con il luogo che le ospita, restituendo al pubblico non soltanto ambienti straordinari, ma anche il processo creativo che li ha generati. Allo stesso tempo, il progetto conferma l’attenzione della Direzione generale Musei verso forme di accessibilità sempre più ampie e diversificate, con particolare attenzione all’accessibilità cognitiva e sensoriale, capaci di favorire la partecipazione e l’esperienza del patrimonio culturale anche all’interno di contesti monumentali storici particolarmente complessi».
Ad accompagnare il percorso espositivo, due paesaggi sonori immersivi evocano il mondo simbolico di Cambellotti attraverso suoni di bandiere mosse dal vento, cavalli al galoppo ed elaborazioni elettroacustiche, creando un’esperienza sensoriale sospesa tra memoria, materia e immaginazione.
Foto di copertina: Sala della Cavalleria a Castel Sant'Angelo, decorata da Duillio Cambellotti 1925-26