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Villa Silvestri Rivaldi, un gioiello nascosto a Roma
Un patrimonio storico tra passato e futuro incerto
Edificata tra il 1542 e il 1549 per volontà di Eurialo Silvestri da Cingoli, segretario di Camera Apostolica di papa Paolo III Farnese, la villa si distingueva fin dalle origini come una raffinata residenza di rappresentanza, impreziosita da apparati decorativi ispirati alla cultura figurativa della cerchia raffaellesca. Gli ambienti affrescati e i giardini panoramici ne fecero uno dei complessi più prestigiosi della Roma rinascimentale.Di recente il complesso è tornato al centro dell’attenzione, grazie a una più approfondita consapevolezza del suo valore storico e artistico, che ne ha favorito la riscoperta e la valorizzazione e grazie all'impegno della Regione Lazio e al lavoro dell'Istituto Centrale per il Restauro, è oggi protagonista di un importante progetto di recupero e restituzione alla collettività.
Nel Novecento la villa attraversò una fase di profondo declino e abbandono. Tra il 1931 e il 1932, lo sbancamento della collina Velia per la realizzazione di via dell’Impero, l’attuale via dei Fori Imperiali, comportò la distruzione di gran parte dei giardini e l’interruzione del collegamento con gli Orti Farnesiani. Negli anni successivi Villa Silvestri Rivaldi fu inoltre minacciata da progetti che ne prevedevano la demolizione, prima per fare spazio al Palazzo Littorio (1933) e successivamente al Coliseum Center con belvedere per le automobili (1947).Nel corso dei secoli il complesso cambiò più volte proprietà, passando attraverso importanti famiglie aristocratiche e cardinalizie. Nel Seicento grazie all'iniziativa di Ascanio Rivaldi la residenza venne destinata al Conservatorio delle Zitelle Mendicanti, assumendo una funzione assistenziale e religiosa che ne trasformò profondamente gli spazi. In questa fase gli affreschi cinquecenteschi furono progressivamente occultati sotto strati di calce e ridipinture, preservandosi così fino ai giorni nostri.
Le indagini e gli interventi conservativi, condotti con metodologie avanzate che integrano tecniche tradizionali e tecnologie innovative, stanno riportando alla luce decorazioni attribuite alla cerchia di Perin del Vaga. Dalle scene mitologiche della Sala delle Divinità agli episodi della storia di Amore e Psiche, fino agli affreschi narrativi con battaglie nella Sala degli Imperatori, emerge un patrimonio artistico di eccezionale valore, finora poco noto anche alla storiografia artistica.Acquisita dalla Regione Lazio nel dicembre 2024, Villa Silvestri Rivaldi è oggi al centro di un articolato progetto di valorizzazione che unisce tutela, ricerca e formazione. Attraverso il programma di "restauro aperto e conservazione partecipata", promosso insieme all'Istituto Centrale per il Restauro, il pubblico può seguire da vicino le attività di recupero che stanno restituendo alla città straordinari cicli pittorici rimasti nascosti per secoli.
Il progetto rappresenta inoltre un'importante esperienza formativa per gli allievi della Scuola di Alta Formazione dell'Istituto Centrale per il Restauro, coinvolti direttamente nelle attività di studio e intervento. Villa Silvestri Rivaldi si configura così come un laboratorio vivo, in cui la riscoperta del passato si coniuga con la trasmissione di competenze e con una nuova modalità di fruizione partecipata del patrimonio culturale, proponendo visite guidate per il pubblico al cantiere “aperto” previa prenotazione.
Si ringraziano il MiC – DGERIC, la Regione Lazio e l’ICR per la concessione delle immagini.