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Tomba François. Il Ritorno degli Eroi
Una mostra ricostruisce il corredo funerario del monumento etrusco
La Tomba François di Vulci uno dei massimi capolavori della pittura etrusca e dell’arte antica, è entrata ufficialmente a far parte del patrimonio dello Stato italiano ed è esposta in via permanente presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Per celebrare questa importante acquisizione, grazie alla collaborazione di alcune delle più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali, è stato possibile ricomporre idealmente il contesto originario del monumento.
L’esposizione Il Ritorno degli Eroi, visibile fino al 31 dicembre 2026, vuole restituire al pubblico un percorso unitario dedicato a uno dei principali complessi figurativi dell’Etruria antica, mettendo in dialogo il celebre ciclo pittorico con reperti archeologici e testimonianze materiali dell'illustre famiglia Saties, proprietaria della tomba scoperta da Alessandro François nel 1857.
Mostra Ritorno degli Eroi, Tomba François, Museo Villa Giulia, Foto Valentina Sensi
A seguito di successive aste e vendite dei reperti in possesso di Des Vergers, questi confluirono in importanti collezioni internazionali. Grazie a recenti studi d’archivio e al riscontro con le stime dell’epoca, è oggi possibile rileggere questo corredo, per la prima volta riunito, almeno in parte, in occasione di questa mostra.
Le collane e gli orecchini in oro che componevano le parure delle defunte inumate nella tomba, vennero venduti al Musée Napoleon, per confluire poi nelle raccolte del Louvre. Tra gli oggetti concessi dal Musée du Louvre figurano gli orecchini appartenuti alle donne della famiglia Saties, elaborate collane in lamina d’oro, un anello d’oro raffigurante Cassandra e due scarabei incisi.
La qualità di questi gioielli testimonia la vivacità dei contatti artistici di Vulci con i centri produttori dell'oreficeria ellenistica. La preziosità del corredo non si limita solo al valore dei materiali ma si esprime in un'articolata gamma di tecniche: la granulazione, la filigrana, lo sbalzo e la fusione che confermano l'alto livello delle botteghe orafe attive nella città etrusca tra il terzo e il secondo secolo a.C.
Altri esemplari di altissimo livello artistico vennero acquisiti dal celebre orafo e antiquario Alessandro Castellani, che li vendette a più riprese al British Museum: è il caso di due vasi, uno a forma di leone e uno a testa equina, insieme alla coppa a vernice nera con decorazione a rilievo e ad i raffinati pezzi di gioielleria che qui li accompagnano.
La splendida anfora prodotta ad Atene, tra il 480-470 a.C circa, dal pittore Syleus, venne acquisita prima nella collezione Plot e poi nella raccolta Ravestein, per approdare infine al Musées Royaux d'Art et d'Histoire di Bruxelles, dove è attualmente conservata.
Questi oggetti insieme a quelli in ceramica attica e vernice nera conservati al Musée Cantonal d’ Archeologie et d’Histoire di Losanna, attribuiti alla tomba da un recente studio, testimoniano l’intensità e l’ampio raggio dei commerci di reperti archeologici rinvenuti in Italia prima delle leggi di tutela.
Mostra Ritorno degli Eroi, Tomba François, Museo Villa Giulia, Foto Valentina Sensi
La fortunata scoperta archeologica diede un grande impulso alla realizzazione di riproduzioni dal vero di questa straordinaria testimonianza della pittura etrusca. Non essendo ancora in uso la fotografia, la documentazione grafica era essenziale per descrivere i ritrovamenti. Le prime immagini dei dipinti che decoravano la Tomba François furono eseguite, pochi giorni dopo la scoperta, dall’artista Nicola Ortis.
I disegni a matita, oggi perduti, riproducevano le figure per intero in scala 1:10, mentre i colori erano annotati su un foglio a parte. In mostra sono esposte le copie dei disegni originari di Ortis realizzate nel 1859 da Bartolomeo Bartoccini, conservate presso l’Archivio dell’Istituto Archeologico Germanico.
Prima che gli affreschi venissero distaccati nel 1863, un'imponente serie delle pitture murali della tomba François, fu realizzata dall'artista e archeologo Carlo Ruspi per il Museo Gregoriano Etrusco, con una tecnica basata sul rilievo diretto con carta lucida applicata sull’originale. Sono queste le immagini che trovano maggiore corrispondenza con i colori dei dipinti al momento del loro ritrovamento, esemplificati nella copia in mostra della famosa scena del Sacrificio degli Eroi troiani, proveniente dai Musei Vaticani.
Le riprese sono state effettuate su concessione del Ministero della Cultura – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
In copertina: Mostra Ritorno degli Eroi, Tomba François, Museo Villa Giulia, Foto Valentina Sensi
Il Ritorno degli Eroi
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma, 1 luglio - 31 dicembre 2026
L’esposizione Il Ritorno degli Eroi, visibile fino al 31 dicembre 2026, vuole restituire al pubblico un percorso unitario dedicato a uno dei principali complessi figurativi dell’Etruria antica, mettendo in dialogo il celebre ciclo pittorico con reperti archeologici e testimonianze materiali dell'illustre famiglia Saties, proprietaria della tomba scoperta da Alessandro François nel 1857.
Mostra Ritorno degli Eroi, Tomba François, Museo Villa Giulia, Foto Valentina Sensi
Alla morte di Alessandro François nel 1857, il corredo fu diviso tra il Principe Alessandro Torlonia e gli eredi di François, rappresentati da Adolphe Noël des Vergers, suo socio che li acquisì in seguito nella propria collezione privata.Il corredo della Tomba François è tra i più importanti del mondo etrusco non solo per la preziosità dei singoli pezzi, ma perché documenta l’identità di una delle famiglie più influenti della Vulci ellenistica.
A seguito di successive aste e vendite dei reperti in possesso di Des Vergers, questi confluirono in importanti collezioni internazionali. Grazie a recenti studi d’archivio e al riscontro con le stime dell’epoca, è oggi possibile rileggere questo corredo, per la prima volta riunito, almeno in parte, in occasione di questa mostra.
Le collane e gli orecchini in oro che componevano le parure delle defunte inumate nella tomba, vennero venduti al Musée Napoleon, per confluire poi nelle raccolte del Louvre. Tra gli oggetti concessi dal Musée du Louvre figurano gli orecchini appartenuti alle donne della famiglia Saties, elaborate collane in lamina d’oro, un anello d’oro raffigurante Cassandra e due scarabei incisi.
La qualità di questi gioielli testimonia la vivacità dei contatti artistici di Vulci con i centri produttori dell'oreficeria ellenistica. La preziosità del corredo non si limita solo al valore dei materiali ma si esprime in un'articolata gamma di tecniche: la granulazione, la filigrana, lo sbalzo e la fusione che confermano l'alto livello delle botteghe orafe attive nella città etrusca tra il terzo e il secondo secolo a.C.
Altri esemplari di altissimo livello artistico vennero acquisiti dal celebre orafo e antiquario Alessandro Castellani, che li vendette a più riprese al British Museum: è il caso di due vasi, uno a forma di leone e uno a testa equina, insieme alla coppa a vernice nera con decorazione a rilievo e ad i raffinati pezzi di gioielleria che qui li accompagnano.
La splendida anfora prodotta ad Atene, tra il 480-470 a.C circa, dal pittore Syleus, venne acquisita prima nella collezione Plot e poi nella raccolta Ravestein, per approdare infine al Musées Royaux d'Art et d'Histoire di Bruxelles, dove è attualmente conservata.
Questi oggetti insieme a quelli in ceramica attica e vernice nera conservati al Musée Cantonal d’ Archeologie et d’Histoire di Losanna, attribuiti alla tomba da un recente studio, testimoniano l’intensità e l’ampio raggio dei commerci di reperti archeologici rinvenuti in Italia prima delle leggi di tutela.
Mostra Ritorno degli Eroi, Tomba François, Museo Villa Giulia, Foto Valentina Sensi
La fortunata scoperta archeologica diede un grande impulso alla realizzazione di riproduzioni dal vero di questa straordinaria testimonianza della pittura etrusca. Non essendo ancora in uso la fotografia, la documentazione grafica era essenziale per descrivere i ritrovamenti. Le prime immagini dei dipinti che decoravano la Tomba François furono eseguite, pochi giorni dopo la scoperta, dall’artista Nicola Ortis.
I disegni a matita, oggi perduti, riproducevano le figure per intero in scala 1:10, mentre i colori erano annotati su un foglio a parte. In mostra sono esposte le copie dei disegni originari di Ortis realizzate nel 1859 da Bartolomeo Bartoccini, conservate presso l’Archivio dell’Istituto Archeologico Germanico.
Prima che gli affreschi venissero distaccati nel 1863, un'imponente serie delle pitture murali della tomba François, fu realizzata dall'artista e archeologo Carlo Ruspi per il Museo Gregoriano Etrusco, con una tecnica basata sul rilievo diretto con carta lucida applicata sull’originale. Sono queste le immagini che trovano maggiore corrispondenza con i colori dei dipinti al momento del loro ritrovamento, esemplificati nella copia in mostra della famosa scena del Sacrificio degli Eroi troiani, proveniente dai Musei Vaticani.
Le riprese sono state effettuate su concessione del Ministero della Cultura – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
In copertina: Mostra Ritorno degli Eroi, Tomba François, Museo Villa Giulia, Foto Valentina Sensi
Il Ritorno degli Eroi
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma, 1 luglio - 31 dicembre 2026