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L'Antiquarium di Villa Albani Torlonia
Spazi inediti per svelare e raccontare le sculture antiche
Inaugurato nel 2024, l'Antiquarium di Villa Albani Torlonia, è uno spazio museale creato per ospitare e rendere visibile al pubblico un nucleo di sculture della collezione Torlonia, la più vasta raccolta privata di arte antica, romana e greca, esistente al mondo. L'Antiquarium, ricavato dalle Scuderie di Villa Albani, restaurato in stile ottocentesco ad evocare il Museo Torlonia, fondato nel 1875 e chiuso negli anni Settanta del Novecento, è stato ampliato nel 2026 con un nuovo ambiente per rafforzare l'impegno della Fondazione, promotrice di una sistematica opera di studio e conservazione dell’antico, nel voler condividere con il pubblico i risultati dell'attività di restauro condotta nei Laboratori Torlonia. Questi ultimi, grazie alla collaborazione della Soprintendenza Speciale di Roma, operano da anni per studiare, restaurare e valorizzare lo straordinario patrimonio della collezione.
Fondata agli inizi del XIX secolo e ampliata sotto il Principe Alessandro Torlonia, la collezione possiede un catalogo di seicentoventi opere, riunite attraverso l’acquisizione delle principali raccolte patrizie e scoperte archeologiche nelle tenute Torlonia: incarna, dunque, un secolo di pratiche collezionistiche che hanno profondamente segnato lo studio dell’antico. Gli spazi dell'Antiquarium, con quarantaquattro opere complessivamente selezionate, tra sculture e le colonne originali del Museo Torlonia, costituiscono un luogo di conoscenza vivo e accessibile di una collezione tornata a dialogare con la città di Roma e il pubblico.
Installation view Marmora Romana. Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia
A inaugurare questa nuova fase dell'Antiquarium è la mostra Marmora romana curata da Carlo Gasparri, professore emerito dell’Università Federico II di Napoli e Accademico dei Lincei, che arricchisce il percorso permanente con venti ulteriori sculture di cui quindici recentemente restaurate.
L’Antiquarium porta l’attenzione su un aspetto particolare della cultura materiale dell’antichità, quello della scelta e dell’impiego delle pietre colorate, restituendo centralità a una componente fondamentale dell’estetica romana.
Attraverso busti, elementi architettonici, capitelli, piedi di tavolo e sculture, la mostra racconta l’eccezionale varietà policroma dei materiali lapidei impiegati negli interni romani, dall'età antica fino ai successivi interventi di restauro.
Testa ritratto muliebre moderna su busto panneggiato, cd. Plautilla (Marmo greco per la testa; italico (?) per la parte di restauro del collo e del petto; alabastro orientale per il busto.) ©Fondazione Torlonia, Ph. Lorenzo De Masi
A partire dalla fine del II secolo a.C., l’espansione di Roma verso Oriente mise infatti il mondo romano in contatto con le grandi architetture marmoree ellenistiche, avviando un’intensa attività estrattiva e commerciale che trasformò Roma nel centro di diffusione dei marmi colorati nel Mediterraneo. In età augustea materiali un tempo rarissimi entrarono progressivamente nell’uso comune dell’architettura e della decorazione imperiale, continuando nei secoli a influenzare il gusto europeo attraverso reimpieghi, collezionismo e studi antiquari.
Un'opera esemplare dell'uso dei materiali più preziosi e ricercati nel mondo antico è la Tazza Torlonia, conosciuta anche come Tazza Medici. L'imponente cratere, databile all’età romana e dotato di un piede cinquecentesco, è realizzato in breccia verde egiziana proveniente dalle cave dello Wadi Hammamat, nell’attuale Egitto. La pietra, estremamente rara, era conosciuta in greco come ectontalitis, "mille pietre", denominazione che rimanda alla complessità cromatica della sua superficie.
Accanto a essa sono presentate opere emblematiche come il cosiddetto Alessandro Magno dalla Collezione Giustiniani, caratterizzato dal volto in marmo nero esaltato dal busto in alabastro, oltre a una serie di busti esposti su rocchi di colonne antiche, in continuità con l’allestimento storico del Museo Torlonia.
Installation view Marmora Romana. Tazza Cesi, Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia
Nel percorso museale spiccano uno spettacolare gruppo con Eros su carro trainato da cinghiali e uno dei capolavori assoluti della raccolta: laTazza Cesi, monumentale cratere, poggiante su zampe leonine, decorato da un fregio con scene di simposio bacchico. Probabilmente proveniente dagli Horti di Agrippina, che si estendevano dall’estremità più settentrionale del Gianicolo fino alla piana del Vaticano, era in antico utilizzato come fontana.
La Fondazione Torlonia nasce nel 2014 per volontà del Principe Alessandro Torlonia con l’obiettivo di preservare e promuovere la Collezione Torlonia e Villa Albani Torlonia. Insieme rappresentano un patrimonio unico per comprendere la storia del collezionismo, dell’archeologia e del restauro: la Collezione Torlonia testimonia secoli di scoperte, studi e passione per l’antico, mentre Villa Albani Torlonia, tra le più importanti dimore cardinalizie del XVIII secolo, incarna il passaggio dal Barocco al Neoclassicismo che rese Roma meta privilegiata del Grand Tour.
Attraverso i Laboratori Torlonia, i programmi di ricerca e le collaborazioni con istituzioni culturali italiane e internazionali, la Fondazione prosegue il proprio impegno nella conservazione, nello studio e nella condivisione della cultura dell’antico, con l’obiettivo di tramandare questo patrimonio alle future generazioni.
Foto di copertina: Installation view Marmora Romana. Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia
Fondata agli inizi del XIX secolo e ampliata sotto il Principe Alessandro Torlonia, la collezione possiede un catalogo di seicentoventi opere, riunite attraverso l’acquisizione delle principali raccolte patrizie e scoperte archeologiche nelle tenute Torlonia: incarna, dunque, un secolo di pratiche collezionistiche che hanno profondamente segnato lo studio dell’antico. Gli spazi dell'Antiquarium, con quarantaquattro opere complessivamente selezionate, tra sculture e le colonne originali del Museo Torlonia, costituiscono un luogo di conoscenza vivo e accessibile di una collezione tornata a dialogare con la città di Roma e il pubblico.
Installation view Marmora Romana. Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia
A inaugurare questa nuova fase dell'Antiquarium è la mostra Marmora romana curata da Carlo Gasparri, professore emerito dell’Università Federico II di Napoli e Accademico dei Lincei, che arricchisce il percorso permanente con venti ulteriori sculture di cui quindici recentemente restaurate.
L’Antiquarium porta l’attenzione su un aspetto particolare della cultura materiale dell’antichità, quello della scelta e dell’impiego delle pietre colorate, restituendo centralità a una componente fondamentale dell’estetica romana.
Attraverso busti, elementi architettonici, capitelli, piedi di tavolo e sculture, la mostra racconta l’eccezionale varietà policroma dei materiali lapidei impiegati negli interni romani, dall'età antica fino ai successivi interventi di restauro.
Testa ritratto muliebre moderna su busto panneggiato, cd. Plautilla (Marmo greco per la testa; italico (?) per la parte di restauro del collo e del petto; alabastro orientale per il busto.) ©Fondazione Torlonia, Ph. Lorenzo De Masi
A partire dalla fine del II secolo a.C., l’espansione di Roma verso Oriente mise infatti il mondo romano in contatto con le grandi architetture marmoree ellenistiche, avviando un’intensa attività estrattiva e commerciale che trasformò Roma nel centro di diffusione dei marmi colorati nel Mediterraneo. In età augustea materiali un tempo rarissimi entrarono progressivamente nell’uso comune dell’architettura e della decorazione imperiale, continuando nei secoli a influenzare il gusto europeo attraverso reimpieghi, collezionismo e studi antiquari.
Un'opera esemplare dell'uso dei materiali più preziosi e ricercati nel mondo antico è la Tazza Torlonia, conosciuta anche come Tazza Medici. L'imponente cratere, databile all’età romana e dotato di un piede cinquecentesco, è realizzato in breccia verde egiziana proveniente dalle cave dello Wadi Hammamat, nell’attuale Egitto. La pietra, estremamente rara, era conosciuta in greco come ectontalitis, "mille pietre", denominazione che rimanda alla complessità cromatica della sua superficie.
Accanto a essa sono presentate opere emblematiche come il cosiddetto Alessandro Magno dalla Collezione Giustiniani, caratterizzato dal volto in marmo nero esaltato dal busto in alabastro, oltre a una serie di busti esposti su rocchi di colonne antiche, in continuità con l’allestimento storico del Museo Torlonia.
Installation view Marmora Romana. Tazza Cesi, Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia
Nel percorso museale spiccano uno spettacolare gruppo con Eros su carro trainato da cinghiali e uno dei capolavori assoluti della raccolta: laTazza Cesi, monumentale cratere, poggiante su zampe leonine, decorato da un fregio con scene di simposio bacchico. Probabilmente proveniente dagli Horti di Agrippina, che si estendevano dall’estremità più settentrionale del Gianicolo fino alla piana del Vaticano, era in antico utilizzato come fontana.
La Fondazione Torlonia nasce nel 2014 per volontà del Principe Alessandro Torlonia con l’obiettivo di preservare e promuovere la Collezione Torlonia e Villa Albani Torlonia. Insieme rappresentano un patrimonio unico per comprendere la storia del collezionismo, dell’archeologia e del restauro: la Collezione Torlonia testimonia secoli di scoperte, studi e passione per l’antico, mentre Villa Albani Torlonia, tra le più importanti dimore cardinalizie del XVIII secolo, incarna il passaggio dal Barocco al Neoclassicismo che rese Roma meta privilegiata del Grand Tour.
Attraverso i Laboratori Torlonia, i programmi di ricerca e le collaborazioni con istituzioni culturali italiane e internazionali, la Fondazione prosegue il proprio impegno nella conservazione, nello studio e nella condivisione della cultura dell’antico, con l’obiettivo di tramandare questo patrimonio alle future generazioni.
Foto di copertina: Installation view Marmora Romana. Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia