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Il cielo in terra: San Francesco nella pittura bolognese

L'iconografia del santo tra Cinque e Seicento

Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, la Pinacoteca Nazionale di Bologna dedica al Poverello una mostra che ricostruisce un capitolo importante della cultura figurativa cittadina. Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento è visitabile fino al 10 gennaio 2027 ed è la prima esposizione della direzione di Luigi Gallo, che ne è anche curatore insieme alla storica dell’arte Elena Rossoni.

Il percorso segue la trasformazione dell’immagine del santo attraverso le opere dei principali maestri della scuola bolognese, da Francesco Francia ai Carracci, da Guido Reni e Francesco Albani fino a Guercino.


Guido Reni, San Francesco consolato da un angelo musicante, 1606-1607, Olio su rame. Bologna, Pinacoteca Nazionale

Dopo il Concilio di Trento, in anni di accesi dibattiti sul rapporto tra religione e immagini, gli artisti bolognesi contribuiscono al rinnovamento dell’iconografia francescana, riscoprendo e rileggendo episodi della vita del santo e le sue esperienze con il divino. Emerge così un Francesco ancorato alla terra, con i piedi nudi, la dedizione alla povertà e il rapporto costante con la natura, ma sempre in relazione con il cielo: penitente, rapito in visioni ed estasi, fino alle stimmate. Pur non isolati rispetto ai pittori di altre aree, gli artisti di Bologna seppero anticipare temi e proporre interpretazioni originali, in sintonia con la crescente attenzione per le passioni che porterà alla cultura barocca.

La mostra mette a confronto opere delle collezioni dei Musei Nazionali di Bologna con prestiti di istituzioni come la Galleria Borghese, i Musei Capitolini, la Pilotta di Parma e la Galleria Nazionale delle Marche.

Accanto ai dipinti ci sono incisioni e libri, anche illustrati, pubblicati all’epoca in stretta relazione con la città. I temi, organizzati in nove sezioni, sono quelli più presenti nell’iconografia del santo nel periodo, con particolare attenzione ai soggetti nuovi o ai modi inediti di rinnovare episodi cari alla tradizione francescana.
Tra i capitoli più significativi c’è la ricostruzione, per la prima volta nella sua integrità, della serie di dodici dipinti “visionari” di Mastelletta.

Con "Il cielo in terra" riscopriamo un capitolo importante della cultura figurativa bolognese mostrando come i grandi artisti della scuola abbiano reinterpretato la figura di san Francesco tra Cinquecento e Seicento – commenta Luigi Gallo –. L’esposizione è anche un’occasione per valorizzare il patrimonio della Pinacoteca, mostrando opere da tempo non esposte, alcune delle quali restaurate per l’occasione. È un progetto che vuole rafforzare il rapporto tra le nostre collezioni, la ricerca e i visitatori, facendo apprezzare opere poco note al grande pubblico.

Il progetto, avviato durante la direzione ad interim di Costantino D’Orazio, ha il patrocinio del Comitato nazionale per l’ottavo centenario  ed è accompagnato da un catalogo curato da Elena Rossoni, con saggi di studiosi di storia dell’arte, della Controriforma e della musica, che ricostruiscono un passaggio decisivo nella storia dell’arte religiosa bolognese.


In copertina: Dettaglio dell' opera Immacolata Concezione con San Girolamo e San Francesco di Ludovico Carracci, Bologna, Pinacoteca Nazionale.