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Laboratorio dipinti su tela
Tra tessuto e pittura, un equilibrio da proteggere
Tra le opere custodite nei musei, nelle chiese e nelle collezioni private, i dipinti su tela sono tra i più fragili: un supporto tessile, uno strato pittorico e una lunga storia di interventi che ne hanno modificato l'aspetto. Se ne occupa il Laboratorio Dipinti su Tela dell'Istituto Centrale per il Restauro, che opera su manufatti di contesto civile e religioso databili dal XV al XVIII secolo. L'attività comprende studio, analisi e restauro secondo criteri scientifici e metodologie consolidate, e si accompagna a progetti complessi e alla formazione specialistica.
L'attività si fonda sullo studio di questa classe di manufatti dal punto di vista della tecnologia dei materiali, dei procedimenti esecutivi e della morfologia del degrado. Metodi e materiali d'intervento vengono messi a punto e sperimentati per garantirne adeguatezza, reversibilità e riconoscibilità. Accanto al restauro, il Laboratorio si dedica alla tutela e alla conservazione attraverso manutenzioni programmate, schedatura delle collezioni e progetti pilota.
Il laboratorio è dotato di un sistema di condizionamento e di centraline per il controllo da remoto dei parametri microclimatici, e per le lavorazioni dispone di due stereomicroscopi ottici da terra, tre microscopi digitali e un tavolo a bassa pressione con piano riscaldante realizzato su misura. Un ambiente separato, con aspirazione forzata, è riservato alle operazioni che prevedono la nebulizzazione di adesivi o vernici a solvente.
La ricerca si concentra sullo studio dei materiali per il restauro, in termini di efficacia e durabilità nel tempo, anche attraverso la revisione dei restauri storici dell'ICR, a partire dalle scelte di foderatura e tensionamento degli anni Cinquanta. Le sperimentazioni in corso riguardano i materiali consolidanti delle fibre tessili, i protettivi provvisori degli strati pittorici, l'uso di prodotti schermanti nelle operazioni di pulitura e fissaggio e il trattamento ottico delle lacune non reintegrabili, anche con strategie digitali.
Infine, contribuisce alla Scuola di alta formazione dell'Istituto, dove cura l'insegnamento del restauro dei dipinti su tela attraverso lezioni teoriche, attività pratica, cantieri, seminari e approfondimenti
Già nella storica sede di piazza S. Francesco di Paola erano stati predisposti spazi per gli interventi strutturali di foderatura e per le lavorazioni dei grandi formati. Negli anni Ottanta, con il trasferimento nel complesso di San Michele a Ripa, il Laboratorio è stato riallestito in modo organico in un unico ambiente, dove si trova ancora oggi, con dotazioni e attrezzature rinnovate nel tempo.Il restauro dei dipinti su tela è alla base del lavoro dell'ICR fin dalla sua inaugurazione, quando esisteva come sezione del più ampio laboratorio di restauro.
L'attività si fonda sullo studio di questa classe di manufatti dal punto di vista della tecnologia dei materiali, dei procedimenti esecutivi e della morfologia del degrado. Metodi e materiali d'intervento vengono messi a punto e sperimentati per garantirne adeguatezza, reversibilità e riconoscibilità. Accanto al restauro, il Laboratorio si dedica alla tutela e alla conservazione attraverso manutenzioni programmate, schedatura delle collezioni e progetti pilota.
Negli anni Novanta è partito il decennale progetto di studio, monitoraggio ambientale e restauro della collezione Doria Pamphilj, nel cui ambito è stato ideato un modello di scheda conservativa, normalizzata nel lessico e nella struttura, ancora oggi in vigore. Più di recente, lo studio e l'intervento pilota sull'Arrivo a Colonia di Vittore Carpaccio hanno inaugurato il programma di restauro dei nove teleri delle Storie di S. Orsola. Tra i lavori degli ultimi anni figurano il Ritratto di Pierluigi Farnese di Tiziano, le sete dipinte dell'appartamento nobile di Palazzo Barberini, il grande finto arazzo con il Sorteggio dei crociati per accompagnare Armida di Ricciolini e lo Stendardo della SS. Trinità di Raffaello.Il percorso è iniziato negli anni Cinquanta con restauri eccezionali sulle opere siciliane di Caravaggio, il Seppellimento di Santa Lucia e la Resurrezione di Lazzaro, ed è proseguito nel decennio successivo con le tele della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi a Roma.
Il laboratorio è dotato di un sistema di condizionamento e di centraline per il controllo da remoto dei parametri microclimatici, e per le lavorazioni dispone di due stereomicroscopi ottici da terra, tre microscopi digitali e un tavolo a bassa pressione con piano riscaldante realizzato su misura. Un ambiente separato, con aspirazione forzata, è riservato alle operazioni che prevedono la nebulizzazione di adesivi o vernici a solvente.
La ricerca si concentra sullo studio dei materiali per il restauro, in termini di efficacia e durabilità nel tempo, anche attraverso la revisione dei restauri storici dell'ICR, a partire dalle scelte di foderatura e tensionamento degli anni Cinquanta. Le sperimentazioni in corso riguardano i materiali consolidanti delle fibre tessili, i protettivi provvisori degli strati pittorici, l'uso di prodotti schermanti nelle operazioni di pulitura e fissaggio e il trattamento ottico delle lacune non reintegrabili, anche con strategie digitali.
Infine, contribuisce alla Scuola di alta formazione dell'Istituto, dove cura l'insegnamento del restauro dei dipinti su tela attraverso lezioni teoriche, attività pratica, cantieri, seminari e approfondimenti