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Palazzo Dugnani apre per le Giornate FAI d'Autunno

Il salone di Tiepolo torna visibile per due giorni

Tra gli oltre 700 luoghi del patrimonio artistico e culturale italiano che le Giornate FAI d'Autunno 2026 permetteranno di visitare, ce n'è uno che a Milano manca all'appello da tempo: sabato 10 e domenica 11 ottobre si potrà accedere a Palazzo Dugnani, l'edificio che confina con i Giardini Pubblici oggi intitolati a Indro Montanelli .Il palazzo, di fatto chiuso da una decina di anni, non è oggi visitabile perché mancano i fondi necessari per metterlo in sicurezza.. L'apertura cade in un anno speciale, quello in cui si celebrano i 330 anni dalla nascita di Giambattista Tiepolo, che qui lasciò uno dei suoi cicli più importanti.

La storia delle sue sale affrescate comincia però nel Settecento. Il 21 agosto 1730 Giuseppe Casati (1673-1740), arricchitosi con gli affari, il commercio e la riscossione di imposte e dazi per conto dello Stato, acquistò la "casa da nobile" di via Manin, l'edificio oggi noto come Palazzo Dugnani. Casati voleva consolidare il prestigio della sua recente nobiltà e per questo si dedicò, per tutto il quarto decennio del secolo, al rinnovamento dell'edificio, chiamando una nutrita équipe di pittori (Cucchi, Magatti, Bortoloni, Ferdinando Porta) guidata da Tiepolo.

Il maestro veneziano arrivò a Milano per la prima volta in quegli anni e vi lavorò in più periodi, tra il 1730 e il 1731, nel 1737 e nel 1740. Il 14 aprile 1731 scriveva da Venezia al conte Casati di non poter iniziare gli affreschi prima di aver terminato il lavoro in casa Archinto, dove aveva il suo "primo impegno", ma sperava di servirlo comunque "avanti il termine della stagione".

A Tiepolo fu affidato il salone maggiore, che si sviluppa su due piani e ha un ballatoio in ferro battuto. È la stanza in cui l'ambizione del committente prende forma: il programma iconografico, imperniato sulle Storie di Scipione lungo le pareti e sull'Apoteosi di Scipione sulla volta.

Tra gli episodi illustrati da Tiepolo c'è quello raccontato da Tito Livio. Siface fu sconfitto e Massinissa prese in moglie Sofonisba, figlia del cartaginese Asdrubale ed ex moglie di Siface. Scipione pretese che fosse consegnata ai Romani, e Massinissa, per risparmiarle l'umiliazione, le mandò una coppa di veleno, che lei bevve. È un racconto ripreso più volte nell'arte e nella letteratura.

Per due giorni, grazie alle Giornate FAI d'Autunno 2026, chi si trova a Milano potrà tornare a vedere da vicino uno dei momenti decisivi della pittura del Settecento italiano, nel Palazzo Dugnani che da oltre dieci anni attende di essere restituito alla città. Ma quella milanese è solo una delle tante occasioni offerte il 10 e l'11 ottobre in tutta Italia, con oltre 700 luoghi aperti al pubblico. Per consultare il programma completo e scoprire le aperture più vicine visitare il sito del FAI