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Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma
La mostra, realizzata in collaborazione con il "Museo Casa di Goethe", vede anche il sostegno del Bauhaus-Archiv/Museum für Gestaltung di Berlino e il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania.
Mazzantini sottolinea così la rilevanza storica della leggendaria Scuola del Bauhaus che, dal 1919, innescò un irreversibile processo di rinnovamento di una nuova creatività, moderna e multidisciplinare.La mostra offre la preziosa occasione di riscoprire le opere di Watenphul, insieme con i capolavori di alcuni dei suoi maestri, tra cui quelli di Kandinsky, Klee, Albers e Itten, esposti nella Sala Mondrian e appartenenti alle collezioni della Gnamc”
Renata Cristina Mazzantini, Direttrice GNAMC
Dopo il successo della retrospettiva dedicata all’artista nel 2023 al “Museo Casa di Goethe”, questa mostra approfondisce in modo più ampio e dettagliato l’originale e indipendente figura dell’artista tedesco Max Peiffer Watenphul (Weferlingen 1896 – Roma 1976) che si muove nei circoli d’avanguardia degli anni Venti del Novecento, dipingendo città e paesaggi, fotografando soggetti con identità queer e viaggiando incessantemente, soprattutto dopo il 1937, quando uno dei suoi quadri fu esposto alla mostra “Arte Degenerata” di Berlino.
La pittura costituisce il nucleo costante della sua ricerca artistica, il punto di riferimento a partire dal quale si comprendono anche le opere tessili e fotografiche, espressione dell’approccio interdisciplinare appreso durante il biennio formativo presso il Bauhaus di Weimar (1919-1922); in questo periodo per lui determinante, Max Peiffer plasmò il suo linguaggio visivo e la sua fitta rete di relazioni con i grandi maestri della modernità, tra cui Paul Klee, dal quale fu fortemente influenzato e con cui instaurò uno stretto legame affettivo e professionale.Pur avendo sperimentato diversi media, dall’arazzo alla fotografia, Max Peiffer Watenphul rimase sempre, innanzitutto, un pittore
Dalle prime tele giovanili, già da subito sperimentalI (prima sala), fino al periodo veneziano del Secondo Dopoguerra, in cui matura un linguaggio pittorico molto autonomo (ultima sala), passiamo attraverso gli anni della formazione al Bauhaus di Weimar (seconda sala), all'intensa attività di fotografo (terza sala) e alla vasta produzione del Secondo Dopoguerra di paesaggi lirici e nature morte (quarta sala).L’esposizione conta ottanta opere che riassumono l’intero percorso dell’artista, suddiviso in cinque sale
Come sottolinea il curatore della mostra Gregor H. Lersch: “Al Bauhaus, in un’epoca di riforme radicali e sperimentazioni collettive, Max Peiffer Watenphul sostenne con coerenza la pittura come mezzo artistico autonomo. La sua opera dimostra quanto la pittura fosse parte integrante della ricerca artistica della scuola e riflette un principio fondamentale formulato dal fondatore Walter Gropius: non la creazione di uno stile unitario, ma lo sviluppo di un nuovo atteggiamento verso una modernità visiva”.Fulcro centrale della mostra è mettere in luce il suo essere un pittore del Bauhaus la cui opera, radicata nell’esperienza interdisciplinare della scuola, si sviluppa in una direzione autonoma e profondamente originale
In mostra vengono presentate per la prima volta opere di particolare rilievo: il primo olio noto di Peiffer Watenphul, del 1917, “Grace con gatto”, che ritrae la sorella dell’artista e alcuni acquerelli realizzati prima e durante il periodo del Bauhaus, tra cui “Natura morta con limoni” del 1921, in cui uno spremilimoni è raffigurato come oggetto di design e d’uso quotidiano attraverso un linguaggio pittorico volutamente sobrio.
La mostra propone anche, nella prima, seconda e ultima sala, alcune postazioni multimediali che permettono di approfondire temi dell’esposizione, tra cui il Bauhaus come scuola d’arte interdisciplinare e la vita privata dell’artista documentata attraverso fotografie.La mostra è inoltre arricchita da lettere e documenti provenienti dal lascito dell’artista, anch’essi finora inediti
Max Peiffer Watenphul nasce il 1° settembre 1896 a Weferlingen e cresce tra Germania e Ruhr, mostrando presto interesse per il disegno. Dopo studi in Medicina e poi in Giurisprudenza, si laurea nel 1918 a Würzburg, ma decide di abbandonare la carriera legale per dedicarsi alla pittura.
Nel 1919, entra al Bauhaus di Weimar, dove studia con Johannes Itten e conosce maestri come Lyonel Feininger, Vasilij Kandinskij e Paul Klee. Firma un contratto con il mercante Alfred Flechtheim ed espone con il gruppo “Das Junge Rheinland”, ottenendo presto riconoscimenti.
Negli anni Venti viaggia molto tra Italia, Francia e Messico, esperienze che influenzano profondamente la sua arte. Insegna alla “Folkwangschule” di Essen e riceve importanti premi, tra cui il Premio Villa Massimo nel 1931.
Con l’ascesa del nazismo viene perseguitato: le sue opere sono confiscate ed esposte come “arte degenerata”. Si rifugia in Italia, soprattutto a Ischia e Venezia, dove realizza i celebri “quadri veneziani” e partecipa alle “Biennali” del 1948 e 1950. Nel dopoguerra alterna soggiorni tra Germania, Austria e Italia, ottenendo nuove mostre, retrospettive e incarichi accademici.
Muore il 13 luglio 1976 a Roma ed è sepolto al Cimitero Acattolico.
INFO
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Viale delle Belle Arti, 131, Roma
Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus
FOTO DI COPEERTINA
Max Peiffer Watenphul, dettaglio, Autoritratto con poesia, 1919, Acquarello e tempera, 51,5x49cm., Courtesy Fondazione Max Peiffer Watenphul