Rai Cultura
Jerry Lewis al massimo della popolarità nella metà degli anni '60
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Da sinistra: Bob Hope, Dean Martin e Jerry Lewis su un campo da golf nel 1953
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Al trucco
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1954. Audrey Hepburn, impegnata nelle riprese di "Sabrina", nel suo camerino riceve la visita di Dean Martin (a sinistra) e Jerry Lewis
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Nel 2013 alla 66a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Cannes
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Danny Kaye Jerry Lewis nel 1950
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Dean Martin (a sinistra) e Jerry Lewis al ricevimento di beneficenza natalizio del Los Angeles Examiner nel 1952
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Anni '50: Dean Martin strangola scherzosamente Jerry Lewis
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1953: Dean Martin, Jerry Lewis e Marilyn Monroe ai Redbook Film Awards dove Marilyn vinse il premio come miglior giovane personalità del botteghino del 1952
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1965: Jerry Lewis e la sua prima moglie Patti Lewis sulla loro barca "The Pussycat" con i figli
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1963: una scena del film "Il professore matto" con l'attrice Stella Stevens
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La coppia Dean Martin e Jerry Lewis negli anni '50
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Il produttore Hal Wallis, Jerry Lewis e Dean Martin alla Paramount nel 1954
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Robert De Niro e Jerry Lewis nel in una scena del film di Martin Scorzese "Il Re della commedia" (1983)
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Jerry Lewis all'età di 4 anni (1930)
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"Il professore matto" 1863
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Metà anni '50: Jerry Lewis e Tony Curtis
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1984: Jerry Lewis e l'allora sindaco di Roma Ugo Vetere nella Capitale
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Anni '40: Dean Martin e Jerry Lewis a Filadelfia
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1957: Jerry Lewis nel ruolo di Sansone
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Jerry Lewis all'inizio degli anni '40
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Primi anni '50: la coppia Jerry Lewis e Dean Martin
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Jarry Lewis
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Jerry Lewis regista. Metà anni '60
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Jerry Lewis, un comico rivoluzionario

A 100 anni dalla nascita

Considero Jerry Lewis, da quando è morto Buster Keaton, il maggiore artista comico del nostro tempo. Rispecchia perfettamente i tempi in cui viviamo e contemporaneamente li critica
Robert Benayoun, critico cinematografico

Nel centesimo anniversario della nascita, Jerry Lewis (16 marzo 1926 - 20 agosto 2017) viene ricordato soprattutto per la sua comicità rivoluzionaria rispetto ai canoni del passato. Dopo i fratelli Marx, la coppia Stanlio e Ollio e quella Bob Hope-Bing Crosby, Jarry inaugura, prima da solo poi in duetto con Dean Martin, un modo di far ridere che intreccia: 

... la dissacrante tradizione ebraica, la modernità vertiginosa e nevrotica dell’America moderna, un’impressionante consapevolezza dei propri talenti e limiti, regolare oggetto di sulfurea autoironia, il naturale esibizionismo e la sfrontatezza che stanno nella valigia dei migliori uomini di spettacolo. Specie i comici.
Paolo Russo su La Repubblica

La sua maschera comica e la sua gestualità irrituale ed esagerata, unita all'originalità dei temi delle sue gag, sostenute da sceneggiature sempre inedite e graffianti, ne hanno fatto un vero maestro della commedia.

Dagli anni Sessanta, abbandonato il suo "doppio" Dean Martin, Jerry Lewis si riprende tutto il palcoscenico, davanti alla cinepresa ma anche dietro, inaugurando la stagione del suo impegno come regista di sé stesso. E anche in questo ruolo gli vengono attribuite importanti innovazioni. Negli anni in cui lavora per la Paramount, il suo manicale perfezionismo lo porta all'invenzione del video assist, la camera con monitor che poteva mostrare in tempo reale i girati giornalieri.

Apprezzato come regista soprattutto in Europa, i francesi stravedevano per lui tanto che la rivista cinematografica d'oltralpe I Cahiers du cinéma arrivò a definirlo "il regista totale", l'unico in grado di rendere un film comico "registicamente perfetto".

Dopo Ragazzo tuttofare (1960), da lui scrittto, diretto e interpretato, Jerry dirige altri film, di cui spesso scrive anche la sceneggiatura, come L'idolo delle donneIl mattatore di Hollywood (entrambi del 1961), Jerry 8¾ (1964) e la pellicola che molti considerano il suo capolavoro, Le folli notti del dottor Jerryll (1963).

Nel 1965 Lewis dirige la commedia I 7 magnifici Jerry, scritta insieme a Bill Richmond e, nel 1970 Scusi, dov'è il fronte?, film che ottenne un clamoroso successo in Francia mentre negli Stati Uniti pasaò completamente inosservato. Non a caso il registro comico di Jerry Lewis non poteva non incontrare le critiche più aspre proprio dai suoi compatrioti, notoriamente più perbenisti e bigotti degli europei.

Nel 1972 recita e dirige l'inedito The Day the Clown Cried, un melodramma ambientato in un campo di concentramento nazista. La causa della mancata distribuzione della pellicola, spiegò Lewis, fu dovuta a difficoltà finanziarie e dispute legali con gli sceneggiatori. La delusione per il fallimento del progetto, cui Lewis era molto legato, lo porta a decidere un temporaneo allontanamento dal grande schermo e una maggiore attenzione alle trasmissioni televisive che egli stesso curava a scopo filantropico. Tornò al cinema solo nel 1980 con la regia e l'interpretazione di Bentornato, picchiatello! che fa eco al precedente Il nipote picchiatello (1955) interpretato da Jerry Lewis e Dean Martin con la regia di Norman Taurog. 

Nella sua lunga e articolata carriera - fatta di palcoscenici, set cinematografici e studi televisivi - negli anni Cinquanta Lewis prova anche la strada del successo canoro. Restano le sue interpretazioni del brano Rock-a-Bye Your Baby with a Dixie Melody, famoso grazie a Judy Garland,  e della canzone It All Depends On You. Queste e altre performance diventeranno un album intitolato Jerry Lewis Just Sings.

Guarda anche il video su Rai Play dedicato alla memoria di Jerry Lewis