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Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca
Una solitudine linguistica
Parte dall’improvvisa decisione di Neela di lasciare l’Italia dopo trent’anni di lavoro per tornare definitivamente in Sri Lanka il romanzo di Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca, pubblicato da Einaudi. Neela ha passato i sessanta, dopo aver fatto la badante e la pulitrice, è finalmente riuscita ad aprire un suo negozio di bellezza, ma è pronta ad abbandonarlo. A interrogarsi su questa svolta sono la figlia Ayesha, che è cresciuta in Italia e fa l’artista e le due sorelle rimaste in Sri Lanka, una delle quale vive nella villa che Neela ha comprato con i suoi risparmi. Uyangoda si sposta tra l’Italia del Nord dove vivono Neela e sua figlia e lo Sri Lanka di oggi, ancora molto legato alle tradizioni ma anche paese di espatriati e di aspiranti tali. Nel libro c’è il presente delle protagoniste, ma c'è anche il loro passato: in particolare ci sono l'infanzia e l'adolescenza di Ayesha in casa di Gino e Rosanna, i datori di lavoro di sua madre. Mentre Neela si occupava dell’anziana madre di Gino, Ayesha andava in vacanza con la coppia, studiava, si faceva strada nel mondo, senza mai smettere di percepire il razzismo nei suoi confronti. Una storia di non appartenenza, che denuncia, come dice l'autrice in questa intervista, il fatto che in Italia l'ascensore sociale è rimasto bloccato al primo piano e per troppe persone è semplicemente impossibile salire fino in cima.
Nadeesha Uyangoda è una scrittrice italofona nata in Sri Lanka, autrice del libro L'unica persona nera nella stanza (66thand2nd 2021) - vincitore del Premio Sila nella sezione Economia e Società e del Premio Rapallo Speciale Anna Maria Ortese - e di Corpi che contano (66thand2nd 2024). Per Einaudi ha pubblicato Acqua sporca (2025). Inoltre, è ideatrice del podcast Sulla Razza (Juventus/OnePodcast), ha scritto per media nazionali e stranieri e cura la rubrica Il libro di «Internazionale».Dei figli degli immigrati si dice che studino per compensare il senso di inadeguatezza dei genitori, ma io non ho studiato per mia madre, ho studiato al posto di mia madre. Come se avessi vissuto al posto suo: la sua vita, la mia che differenza poteva fare.