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Bianca Pitzorno, La sonnambula
Medium per necessità
Rinomata sonnambula dà consulti per tutti gli argomenti possibili: Bianca Pitzorno si imbatte in questo annuncio pubblicato su un giornale sardo a fine Ottocento e costruisce il personaggio di Ofelia Rossi, che per mantenersi offre vaticini. La sonnambula (Bompiani) è ambientato nella città sarda di Onora, dove Ofelia approda in fuga da un marito violento che vorrebbe ucciderla, deluso dalla sua incapacità di prevedere su quali cavalli puntare alla corse. Ofelia ha il dono della preveggenza, ma è un dono molto limitato: le capita di vedere eventi luttuosi prima che questi si realizzino, ma accade di rado e indipendentemente dalla sua volontà. A Onora, oltre alle numerose clienti, che le pongono domande di ogni tipo (a cui lei risponde grazie al suo intuito e alle informazioni che si procura preventivamente), Ofelia incontra Corrado, un ingegnere, vedovo inconsolabile. Facendolo dialogare con la moglie morta, lei riesce a fargli superare il dolore del lutto e tra loro nasce una forte simpatia. Ma c’è sempre l’incubo del Conte e inoltre Ofelia non viene considerata all’altezza del suo corteggiatore che appartiene alla buona borghesia. Un romanzo ricchissimo di avventure e colpi di scena, che è anche molto preciso nel delineare la condizione svantaggiata della donna (allora e anche adesso).
Bianca Pitzorno (Sassari, 1942) vive e lavora a Milano. Ha pubblicato dal 1970 a oggi più di settanta opere tra saggi e romanzi, per bambini e adulti, che in Italia hanno superato i due milioni di copie vendute e sono stati tradotti in moltissimi Paesi. Ha tradotto a sua volta Tolkien, Sylvia Plath, David Grossman, Enrique Pérez Díaz, Tove Jansson, Soledad Cruz Guerra e Mariela Castro Espín. I suoi ultimi libri sono La vita sessuale dei nostri antenati (spiegata a mia cugina Lauretta che vuol credersi nata per partenogenesi) (Mondadori 2015), Il sogno della macchina da cucire (Bompiani 2018), Sortilegi (Bompiani 2021), Donna con libro (Salani 2022) oltre a due racconti in plaquette – Piante di via Romolo Gessi e Nata sotto un cavolo – con l’editore Henry Beyle (2021 e 2022).La buona borghesia cittadina non sapeva in che grado situare il ceto della sonnambula. Dovevano considerarla una sorta di artista rispettabile per la sua bravura? Alla pari delle attrici o delle cantanti che si esibivano a teatro? O più in basso, alla pari delle indovine che passavano di tanto in tanto a Donora al seguito di un circo? Poco più rispettabile delle zingare dagli abiti stracciati e variopinti che chiedevano l'elemosina ai margini di loro accampamenti di periferia, una moneta in cambio della lettura della mano?