Rai Cultura

Il tuo browser non supporta video HTML5

Orazio Labbate, Chianafera

L'incendio degli archetipi

È un’autobiografia per archetipi quella che Orazio Labbate mette in scena in Chianafera, il suo libro pubblicato da NNEditore. Il protagonista è un personaggio che si chiama Orazio Labbate, ha quarant’anni e, mezzo cieco, è chiuso nel nosocomio di Madonna della Catena. Il diario in legno consegnatogli dal falegname Stracquadanio lo spinge a progettare l'annientamento di Padre e Madre, visti come mostro bifronte. C'è poi una presenza femminile, quella di Chiara Nightingale, che gli dà appuntamento a Chianafera: di qui parte il viaggio dell'eroe. Un'immersione nei dolori dell'infanzia, ammantata di riferimenti letterari e riferimenti pop e ambientata in una cupissima Sicilia periferica.

Siamo soggetti a giochi di menti che ci mutano senza preavviso, accettiamo mezzi di guarigione che prevedono la rammemorazione di altri che usano altri ricordi. La guarigione non consiste nel tornare indietro, bisogna lottare contro il terrore scantatu della nostra storia. L'angoscia dell'educazione passata, tramandata, deve essere bandita, grazie all’incendio degli archetipi, alla distruzione dell’origine.


Orazio Labbate (1985) è nato e cresciuto a Butera, in Sicilia. Autore di romanzi e saggi, nel 2018 ha vinto il Premio Rocco Federico per la narrativa. Dal suo romanzo Lo Scuru è stato tratto il film omonimo – vincitore del Premio Tertio Millennio Opera Prima –, oltre a un videogioco prodotto da Tiny Bull Studios. Dirige la collana Interzona di Polidoro e scrive come critico letterario per La Lettura.