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Gaja Cenciarelli, Il rivoluzionario e la maestra
Senza casa
In Il rivoluzionario e la maestra (Marsilio), Gaja Cenciarelli parte da un'esperienza personale, lo sfratto subito e l’affannosa ricerca di un’altra abitazione in una Roma sempre più inaccessibile per chi ha scarse risorse economiche. Di trasloco in trasloco la maestra protagonista riduce sempre di più le proprie cose, disfacendosi di tutto ciò che è superfluo, ma conserva due preziosi libri dedicati alla vicenda dei tupamaros nell’Uruguay degli anni settanta. Parallelamente alle peripezie della donna che cerca casa, seguiamo la storia atroce di Adolfo Wasem e di sua moglie Sonia Mosquera, due ventenni che vengono imprigionati a Montevideo nel 1972. Adolfo viene interrato in diversi calaboros (prigioni sotterranee), costretto all’isolamento, torturato; Sonia è reclusa in celle sovraffollate e, come le altre detenute, subisce stupri e altre violenze. L’intento del regime è quello di farli impazzire, ma entrambi resistono grazie alla loro forza di volontà. Lui muore nel 1984 pochi mesi prima dell’amnistia che ridà la libertà ai tupamaros. La loro storia, più che mai attuale in un mondo in cui i regimi ricorrono a ogni mezzo per mettere a tacere gli oppositori, resta un esempio altissimo di coerenza e coraggio.
Gaja Cenciarelli, scrittrice e traduttrice, vive e lavora a Roma. Ha scritto romanzi, racconti, interventi critici. Fa parte dei “Piccoli Maestri” e ha pubblicato fra gli altri Extra omnes, L’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi (Zona, 2006) e Sangue del suo sangue (Nottetempo 2011). Per Marsilio sono usciti La nuda verità (2018), Domani interrogo (2022; premio Alvaro-Bigiaretti 2023) e A scuola non si muore (2024). Insegna lingua e letteratura inglese a Roma.Che cosa mi sta insegnando Adolfo Wasem Alaniz? Che la rivoluzione si sceglie. Che anche una persona come me, che vive – per mera buona sorte – nella parte ricca e libera di questo pianeta, lontana nel tempo e nello spazio dagli orrori che lui ha subito, può scegliere di fare la rivoluzione senza morire, di andare contro o incontro al destino che le è stato assegnato, restando in piedi, restando dritta.