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Joanna Bator, L'ora del lupo

Quattro generazioni di donne

Ci sono quattro donne al centro di L’ora del lupo, romanzo di Joanna Bator pubblicato da Feltrinelli nella traduzione dal polacco di Barbara Delfino; la più giovane Kalina, ai tempi nostri va a vivere vicino a un paese della Bassa Slesia dove viveva tanti anni prima Berta, la sua bisnonna e passando dalla prima persona alla terza racconta la storia di una famiglia tutta al femminile. Oppresse da padri spaventosi o da compagni violenti, innamorate di un’idea più che di un uomo in carne e ossa, Berta, Barbara, Violetta vanno avanti con la forza della disperazione dai tempi di Hitler al presente. Bator centellina gli indizi, ci mostra percorsi frastagliati, affetti profondi e profondi disconoscimenti, finché la conclusione del libro ci offre il quadro completo. Avvincente e ricco di immaginazione come Cent’anni di solitudine, avvolto nel mistero come un’opera di Murakami, L’ora del lupo immerge il lettore in un mondo altro e lo fa palpitare insieme alle sue protagoniste.

Forse alcuni di voi saranno infastiditi dalla temporalità non lineare di questa saga e vi chiederete, perché questo saltare dal passato al futuro e viceversa, non si sarebbe potuto sistemare tutto in sequenza? Tuttavia, più mi addentro nella storia di noi quattro, più forte è la mia impressione che viviamo seguendo la corrente del tempo e andando contro corrente, tormentati dal passato e dal futuro contemporaneamente, senza radici nel presente che scompare.


Joanna Bator, scrittrice e accademica, è nata nel 1968 a Wałbrzych, in Bassa Slesia (Polonia). Specializzata in antropologia culturale, nel 2013 ha ottenuto il prestigioso Premio Nike per il romanzo Ciemno, prawie noc (Buio, quasi notte), da cui nel 2019 è stato tratto un film. Nel 2015 ha avuto la medaglia d’argento Gloria Artis per il suo contributo alla cultura. In italiano ha pubblicato Montagna di sabbia (Voland, 2022). Vive in una cittadina tra i boschi vicino Varsavia.