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Gabriella Ambrosio, Aprile è una strana stagione

Il fascino della duplicità

In Aprile è una strana stagione (Feltrinelli Gramma), Gabriella Ambrosio dà voce a un personaggio realmente esistito che lei reinventa per i suoi lettori, donandogli diversi registri espressivi a seconda del momento raccontato. È un regista, un uomo che ha viaggiato molto per lavoro, dopo aver vissuto un’infanzia napoletana. Al padre era molto legato, alla madre meno (e le pagine dedicate al suo ritorno a casa per la malattia e la morte di questa sono tra le più spietate del libro). In primo piano balza la vita sessuale e sentimentale del protagonista: da bambino prova attrazione per un compagno di colonia; da giovane ha una relazione molto coinvolgente con April che lascia per Bethany che sposa e con cui ha due figlie, torna ad amare alternativamente uomini e donne, sentendosi una “matrioska”, un uomo con dentro una donna, con dentro un uomo. La storia di un’inquietudine creativa, di un Orlando che sembra uscito dalle pagine di Virginia Woolf per calpestare la terra.

Per tutta la vita mi sono chiesto chi sono. E chi sono io per me ha sempre avuto l'urgenza di questa risposta: a che genere di umanità appartengo, a quello maschile o femminile? Il pendolo mi scagliava ora su una riva ora sull'altra, e io stesso non ho mai saputo scegliere. O meglio: non mi è mai stato concesso di scegliere. Se mi fermavo a riposare su una riva, prima o poi un'inquietudine, un sentimento doloroso di incompiuto, o peggio ancora, la sensazione di trovarmi nel posto sbagliato, mi richiamava sull'altra.


Gabriella Ambrosio, napoletana di origini, laureata in filosofia, è scrittrice, saggista, copywriter pubblicitaria e giornalista di cronaca. Ha pubblicato Prima di lasciarsi (Nutrimenti, 2004), un romanzo tratto dalla storia vera di un attentato kamikaze a Gerusalemme, e Il garbuglio di Garlasco. Un perfetto colpevole e l’ostinata ricerca della verità (Rubbettino, 2022).