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Amara Lakhous, La fertilità del male
L'Algeria vista dall'Italia
Un giallo intricato e appassionante attraverso il quale si riassume la storia dell’Algeria moderna: è La fertilità del male di Amara Lakhous (tradotto dall’arabo da Francesco Leggio per e/o). Il libro racconta l’indagine svolta da Karim Soltan, colonello dell’antiterrorismo nell’arco di una giornata dal valore simbolico molto particolare: si tratta del 5 luglio, festa dell’indipendenza algerina. Il 5 luglio 2018 viene trovato ucciso Miloud Sabri, detto l’Upupa, ex eroe della resistenza contro i francesi, ora divenuto un ricco faccendiere. Soltan, che si stava godendo il giorno di riposo accanto alla sua amante, deve frugare nel passato dell’uomo, ricostruirne la rete di amicizie e inimicizie. Attraverso numerosi flash back che partono dal 1958 scopriamo l’evoluzione di Miloud, quella di Zahra, anche lei combattente poi diventata sua moglie, e di Abbas e Idris. Una storia di tradimenti multipli e di grandi passioni che resistono al tempo e insieme il ritratto di un paese travagliato che non si mai emancipato dal suo luttuoso passato.
Amara Lakhous è nato in Algeria nel 1970, ha vissuto diciotto anni in Italia e dal 2014 risiede negli Stati Uniti, dove insegna nel Dipartimento di Italiano all’Università di Yale. Scrittore bilingue in arabo e in italiano, con le Edizioni E/O ha pubblicato Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio, tradotto in dieci lingue e adattato per il cinema nel 2010, Divorzio all’islamica a viale Marconi, Un pirata piccolo piccolo, Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario e La zingarata della verginella di Via Ormea.Il caos è una congiuntura favorevole, consente di dare sfogo a forze sopite, stimola la creatività e l’intraprendenza.