Rai Cultura

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Andrev Walden, Maledetti uomni

Senza padre

Andrev Walden attinge alla propria autobiografia per raccontare di un bambino sballottato dalla madre (a volte insieme alla sorella e al fratello minori, a volte da solo) di casa in casa, da un compagno di lei ad un altro, tutti diversi tra loro, tutti spaventosamente inadeguati. In Maledetti uomini, tradotto da Laura Cangemi per Iperborea, si parte dal Mago delle piante, un uomo collerico e pieno di sé, si passa per l’Artista che fa disegni molto brutti, poi ci sono il Ladro, il Pastore, l’Assassino, il Canoista: uno peggio dell’altro. Il bambino sogna suo padre, immagina che sia un indiano con lunghi capelli neri e un’indole avventurosa e si accontenta dei regali strani che ogni tanto questo gli manda in occasione dei compleanni. Un romanzo di formazione in cui tutto è al posto sbagliato, e alla fine ci si salva da soli. Alternando il registro drammatico con quello comico Walden riesce a rendere perfettamente i turbamenti, il disorientamento e insieme la lucidità del giovane protagonista.

Una volta mi domandavo: cosa starà facendo mio padre in questo momento? Me la facevo diverse volte alla settimana, questa domanda. Ora invece non me la faccio quasi mai ed è così che si capisce che è troppo tardi.  

Andrev Walden, nato nel 1976, è un giornalista e editorialista svedese. Nel 2023 ha esordito come romanziere con Maledetti uomini, vincitore del prestigioso premio August.