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Dario Voltolini, Il cespuglio

Tutto rotola

Protagonista e io narrante di Il cespuglio di Dario Voltolini (Aboca) è un rotolacampo, un polpettone di sterpi e stecchi che si sposta trasportato dal vento, spargendo semi lungo il suo percorso. Il libro si muove tra scenari diversi, determinati dai venti, dal deserto al cargo, dalla California al Medio Oriente, fino alla città di New York ma non basta: il cespuglio entra in contatto con vegetali diversi da diverse parti del mondo, racconta e si fa raccontare storie, da quella della città ucraina, culla dell’anarchia, a quella hard boiled della donna bellissima e del detective. A questa fantasia, che assume a volte anche tratti psichedelici, corrisponde una lingua in cui si mescolano registri alti e bassi, compaiono termini scientifici e colloquiali, con un’ampiezza espressiva che consente al lettore un’immersione totale nel mondo creato dall’autore.

Ah eh oh cadere rotolando accelerando mentre il sole si abbassa e rimbalza nell’acqua appena esperita, enorme, sfinita, incompresa, che meraviglia che libertà stando purtuttavia nelle mie stesse circonferenze di grovigli, quanti semi sparo dappertutto, che sia su una rupe, su un marciapiede di città aberrante, sulla sabbia che si perde nell’acqua aspettando lo tsunami che la ribalti, tutto rotola tutto si muove anche ciò che si crede fermo.


Dario Voltolini (Torino, 1959) è autore di racconti, romanzi, radiodrammi, testi di canzoni e libretti per il teatro musicale. È docente presso la Holden Academy. Cura la collana di narrativa italiana Pennisole per Hopefulmonster editore. È stato finalista al premio Strega 2024 con Invernale (La nave di Teseo), vincitore dei premi Wondy, Val d’Aosta e Lussu.