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Jana Karšaiová, Io non parlo russo

Le persone e la politica

Hana, la protagonista e io narrante di Io non parlo russo di Jana Karšaiová (Feltrinelli) torna a Bratislava per le elezioni del 2023. Per lei è scontato votare il partito europeista ma, a sopresa, a vincere è quello filorusso, di cui suo fratello Martin è diventato uno strenuo propagandista attraverso i video che pubblica su youtube. Mentre Hana è ancora immersa nel lutto per la morte del padre, che faceva il professore di storia ed era un uomo colto e aperto verso gli altri, Martin è pieno di rancore verso il genitore. Nella chata di famiglia, in cui Hana si reca in cerca di Tomáš, il figlio di Martin, scomparso insieme alla sua fidanzata Lucia, si è rifugiato da mesi il georgiano Levan. L'ha autorizzato il padre di Hana e in una lettera mai arrivata le raccomandava di aiutarlo. Dopo aver ritrovato i ragazzi, Hana affronta una missione  non priva di rischi: quella di far entrare in Italia Levan. Hana stessa ha sofferto molto prima di ottenere la cittadinanza italiana a trentaquattro anni; ora vuole che l’uomo protetto dal padre abbia un’opportunità di lavoro e di vita, e vuole anche evitare lo scontro con Martin, a cui nonostante tutto, è molto legata. 

L’unica caduta che volevo evitare con tutta me stessa era quella di odiare mio fratello.

Jana Karšaiová (Bratislava 1978) ha iniziato a imparare l’italiano da autodidatta nel 2002. Ha vissuto a Praga, a Ostia, a Verona dove ha lavorato come attrice. Dopo una lunga assenza, ha ripreso a lavorare in campo teatrale conducendo laboratori e iniziato a frequentare corsi di scrittura. Il suo racconto “Sindrome Italia” è stato pubblicato sulla rivista letteraria “Nuovi Argomenti”. Divorzio di velluto, il suo primo romanzo, è entrato nella dozzina del Premio Strega nel 2022.