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Kiran Desai, La solitudine di Sonia e Sunny
Tra due mondi
Nel suo bellissimo romanzo La solitudine di Sonia e Sunny (tradotto in italiano da Giuseppina Oneto per Adelphi), Kiran Desai mette in scena due giovani protagonisti entrambi indiani che hanno studiato negli Stati Uniti: Sonia scrittura creativa nel Vermont e Sunny giornalismo a New York. Il padre di lei che a Delhi gioca a scacchi con il nonno il lui, ha l’idea di farli incontrare in vista di un possibile matrimonio, ma la cosa cade nel nulla; a spingere i due uno nelle braccia dell’altra è un incontro casuale in treno, seguito da diverse visite, un memorabile viaggio insieme a Goa e una vacanza piuttosto travagliata a Venezia. Raccontando di Sonia, Sunny, dei loro bizzarri parenti, dei loro travagliati amori, dei loro amici, Desai ci offre uno spaccato dell’India di oggi, della sua modernità e del suo legame con il passato, ma anche del mondo occidentale e della spersonalizazione che domina qui.
Kiran Desai è vissuta in India fino all'età di quattordici anni, quando si è trasferita con la madre, Anita Desai, in Inghilterra, dove sono rimaste un anno, prima di stabilirsi negli Stati Uniti. Ha studiato scrittura creativa al Bennington College, alla Hollins University e alla Columbia University. La sua opera d'esordio, La mia nuova vita sugli alberi (Hullabaloo in the Guava Orchard), pubblicata nel 1998, ha vinto il Betty Trask Award destinato ad un autore del Commonwealth di età inferiore ai 35 anni. Eredi della sconfitta (The Inheritance of Loss), pubblicata nel 2006, ha vinto il Booker Prize e il National Book Critics Circle Award per la narrativa.Se ami, hai paura, pensò Sonia. Hai paura e credi che perderai l’amore. Ma se non ami, hai paura lo stesso. Ti senti al sicuro solamente quando sei solo e non puoi essere tradito, eppure da solo non ti senti al sicuro.