Rai Cultura

Le paure dei ragazzi 2026

Il nuovo Rapporto Pelledoca

Cosa spaventa davvero i ragazzi oggi? Non il buio, non l’ignoto. La paura più diffusa è il giudizio degli altri. Eppure, la maggior parte dei genitori non lo sa. È questo uno dei dati più significativi che emerge dal Rapporto sulla paura dei ragazzi 2026, realizzato da Pelledoca Editore, che raccoglie 330 interviste tra bambini e ragazzi (200), insegnanti (80) e genitori (50). Il risultato è una fotografia emotiva potente e, per certi aspetti, sorprendente: tra il mondo dei figli e quello degli adulti esiste una distanza che riguarda proprio le paure più profonde.

Secondo i dati, il 68% dei ragazzi indica nel giudizio degli altri la propria paura principale, mentre solo il 32% dei genitori riconosce questo timore nei figli. Un divario che solleva una domanda cruciale: quanto conosciamo davvero le emozioni dei ragazzi?

Ma il dato forse più interessante è un altro: la paura esiste, ma cambia forma a seconda di chi la guarda. I ragazzi la vivono a partire dall’esperienza: attraverso situazioni concrete, immagini, reazioni immediate. Gli adulti, invece, tendono a interpretarla: i genitori attraverso preoccupazioni legate al futuro e alla scuola, gli insegnanti attraverso categorie come ansia da prestazione o difficoltà relazionali.

Il risultato è un disallineamento: la stessa paura, vissuta, osservata e interpretata in modi diversi.

Non si tratta di un errore, ma di uno scarto di linguaggio. I ragazzi raccontano paure “visibili”, legate a ciò che accade; gli adulti rispondono con paure “invisibili”, più astratte e profonde. Il rischio è che queste due narrazioni restino parallele, senza incontrarsi.

Filippo Mittino, psicologo e psicoterapeuta, autore dell’introduzione al Rapporto:

I ragazzi non reprimono le loro paure, ma spesso non hanno le parole per nominarle. E quando un’emozione non trova un nome, diventa più difficile da condividere, e quindi da affrontare.


Dall’indagine emerge infatti che la paura è un’esperienza quotidiana, non straordinaria, e che i ragazzi mettono in atto diverse strategie per gestirla: c’è chi si chiude in se stesso, chi cerca qualcuno con cui parlare, chi finge che non esista. “Mi chiudo in camera”, “Cerco qualcuno”, “Faccio finta di niente”: sono alcune delle frasi raccolte nel Rapporto, che restituiscono con immediatezza il modo in cui i più giovani vivono e affrontano le proprie emozioni.

Ma il punto chiave è un altro: oggi i ragazzi sentono molto, ma faticano a dirlo. Vivono emozioni intense, ma spesso non possiedono un vocabolario emotivo sufficiente per raccontarle davvero. Le parole degli adulti — come ansia, giudizio, autonomia — esistono, ma non sempre riescono a diventare strumenti utili per chi le prova.

È proprio in questo spazio che si gioca la sfida educativa: costruire un ponte tra il linguaggio concreto dei ragazzi e quello interpretativo degli adulti. Solo così la paura può trasformarsi da esperienza confusa e isolata a contenuto condiviso e affrontabile.

Esperienze come i laboratori di scrittura emotiva — in cui i ragazzi raccontano le proprie paure attraverso storie, immagini e narrazioni — dimostrano che quando viene offerto uno spazio adeguato, il linguaggio emotivo si arricchisce e diventa accessibile. La paura prende forma, si racconta, e smette di essere solo un vissuto individuale per diventare esperienza condivisa.

In questo scenario, il bisogno più forte che emerge è relazionale: i ragazzi cercano ascolto, riconoscimento, strumenti per esprimersi. Ed è proprio qui che si inserisce il ruolo della lettura.

Con questo progetto, Pelledoca Editore rafforza il proprio posizionamento non solo come casa editrice, ma come osservatorio sulle emozioni dei ragazzi. Attraverso le storie, la letteratura diventa uno spazio in cui le paure possono essere nominate, comprese e trasformate.

“Dare un nome alla paura è il primo passo per affrontarla”: è questo il cuore della campagna che accompagna il lancio del Rapporto, e che unisce dati, narrazione e riflessione educativa in un unico percorso.

Il Rapporto sulla paura dei ragazzi 2026 è disponibile gratuitamente online e presentato in occasione del Salone del Libro di Torino, insieme a una serie di contenuti dedicati sui canali digitali Pelledoca.

https://pelledocaeditore.it/progetto/rapporto-della-paura/