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Marcello Fois, L'immensa distrazione

Il Novecento della provincia modenese

Comincia con la morte del protagonista, Ettore Manfredini, L’immensa distrazione di Marcello Fois (pubblicato da Einaudi). Una morte che avviene a novantacinque anni nel proprio letto e che dà tempo all’uomo non solo di rivedere i momenti salienti della propria vita ma anche di immedesimarsi nei sogni e nelle delusioni dei suoi cari. Provenendo da una famiglia poverissima, Ettore è diventato un imprenditore di successo grazie alle leggi razziali che hanno spogliato i Teglia, suoi datori di lavoro ebrei del loro mattatoio. Ettore ha fatto un matrimonio di necessità con Marida, la figlia dei Teglia, unica superstite della famiglia e ha avuto da lei quattro figli. Con il maggiore, Carlo, Ettore non è mai andato d’accordo, non gli è piaciuto sin dalla nascita, mentre ha provato un grande slancio verso i due figli maschi di questo. Le tre ragazze si sono rivelate molto diverse tra loro: Enrica, sempre perfetta e sempre nell’ombra, è diventata la vera anima dell’azienda paterna; Edvige tutta dedita alla chiesa, si è fatta suora; Ester ha studiato sociologia a Trento ed è finita in prigione. Un romanzo dal respiro classico che ci fa vivere la Storia del Novecento vista dalla provincia modenese e insieme la storia di un nucleo familiare unico nel suo genere.

Ettore Manfredini capì che in vita quest’esattezza nel definire le cose, gli avvenimenti, le persone, non è mai concessa. Vivere è un’immensa distrazione dal morire. E perciò un sacco di tempo lo si spende a fare, pensare, agire, cose inutili. Così può accadere che non si ami abbastanza, né si odi abbastanza. Può capitare persino di investire un’immensità di energie a trovare soluzioni inutili per problemi inutili.

Marcello Fois (Nuoro, 1960) vive e lavora a Bologna. I suoi libri sono tradotti in molte lingue. Presso Einaudi ha pubblicato Ferro Recente, Meglio morti, Dura madre, Piccole storie nere, Memoria del vuoto (premio Super Grinzane Cavour2007 - Supervincitore Narrativa italiana e Premio Paolo Volponi 2007), Sheol, Sempre caro, Stirpe (premio Città di Vigevano e premio Frontino Montefeltro 2010), Sangue dal cielo, L'altro mondo, Nel tempo di mezzo (finalista al premio Campiello e al premio Strega 2012), L'importanza dei luoghi comuni (2013), Luce perfetta (premio Asti d'Appello 2016), Manuale di lettura creativa (2016), Quasi Grazia (2016), I Chironi (trilogia che raccoglie in un unico volume Stirpe, Nel tempo di mezzo, Luce perfetta), Del dirsi addio (2017 e 2018), Pietro e Paolo (2019 e 2020), L'invenzione degli italiani, Dove ci porta Cuore (2021), L'immensa distrazione (2025) e tre libri in versi: L'ultima volta che sono rinato (2006), L'infinito non finire (2018) e Ogni cosa di noi (2026).